UNION MEZZANE COLOGNOLA AI COLLI vs SAN MARTINO GIOVANI: 1-2

Andrea Nocini • 9 febbraio 2026

Doppia inzuccata una  del “Conte” Pellegrini, Marcolini letale e vetta ritrovata per i rosso-verdi

Sul sintetico dell’“Ugo Fano”, per fortuna, non è la fastidiosa quanto inutile nebbia di memoria carducciana a salire agli irti Colli – quelli della veronese Colognola – bensì il San Martino Giovani di mister “il Fantamarò” Andrea Scardoni.

Che torna nuovamente a impugnare lo sfavillante scettro di solitaria capolista, tallonata, a un sospiro, due, dall’US Provese e dall’Illasi.

Buona, ciononostante, la prestazione offerta dagli amaranto-blu locali, alla seconda avventura consecutiva – con a capo l’ing. Gastone Trevisàn, classe 1970, ex n. 8 delle giovanili della Speme San Martino – con la nuova denominazione.

Una scuderia fondata – come ci ricorda la “memoria storica” Paolo Zocca, affiancato dai dirigenti Federica Losi e dal romano Giuseppe Flamini – il 2 agosto 2024, al fine di non vedere dispersi i tanti appassionati “de fubàl” di Mezzane (che dista una decina di km da Colognola) e dintorni.

Nella stagione 2022, l’Union Mezzane, affidata al brillante mister originario di Ronco all’Adige, Enrico Cannavò, classe 1987 (e poi al servizio della Belfiorese, prima di accasarsi, oggi come oggi, all’Aurora Marchesino), disputa il Torneo di Terza Categoria, arrivando all’ultimo posto ma riscattandosi l’anno successivo con un onorevole 6° piazzamento.

Da qui, la voglia di unire le forze con i “cugini” dell’AC Colognola e di ripartire, lancia in resta (stagione 2024-25), dalla Terza Categoria, girone “B”, raggiungendo un lusinghiero 3° gradino del podio, con 69 punti in 32 partite.

Oggi, l’undici affidato a mister Silvio Martinelli, con la collaborazione del “trainer delle pampas”, l’ex Pro Sambonifacese “gaucho” Carlos Fossà, è alla ricerca di una propria precisa identità nel combattutissimo raggruppamento “D” di Seconda Categoria.

I grandi nomi non si scorgono nella distinta amorevolmente consegnataci dai dirigenti pochi istanti prima della contesa, ma la voglia di crescere, a braccetto con chi fa calcio da più anni – vedi l’ambiziosa Colognola ai Colli – trasuda dai pori di tutti i giocatori.

Sconfitti, ok, per 1-2 dalle inzuccate sferrate – nell’arco di una decina di minuti l’una dall’altra, dal 18’ al 27’ – dall’unico calciatore veronese con nelle arterie, arteriole e vene il sangue blu dei principi e delle teste coronate di Verona e provincia: stiamo parlando del “Conte” Francesco Giuseppe Pellegrini, ex Croz Zai, classe 1992.

Atleta desideroso di combattere il mal che azzoppò definitivamente “il tulipano” olandese Van Basten, ossia la fragilità cartilaginea di una caviglia, per ancora – ci si augura di cuore, lasciati i vapori dello spogliatoio – un paio di stagioni.

Felice, inoltre, di aver timbrato in rete avversaria il gol personale stagionale n. 8 (quello di Coppa, giustamente, non ha voluto computarlo; da buon nobile del fubàl qual è il n. 7 sanmartonese).

Lo imita, sempre in elevazione e sugli sviluppi di un altro poco attento disimpegno difensivo mezzanese, il “bomber” più prolifico di tutte le Seconde Categorie in cui concorrono le nostre veronesi: Jack Point Marcolini, classe 2006, arrivato a quota 17 reti.

I due fratelli Beltrame, Nicolò (classe 1999) e Matteo (classe 1991), sembrano – tanto si intendono anche di tacco, oltre che di intensi sguardi d’intesa – aver giocato a pallone assieme come due gemelli all’interno della placenta di mamma Elena fin dal primo giorno del loro concepimento, da parte del padre Fabio, classe 1959, virtussino, sfegatato milanista e insistente dribblomane.

L’Union si riprende dallo choc dell’uno-due avversario, pungendo con il 2001 Francesco Viviani, il quale, da buona ala mancina estrema, chiama a rispondere con l’arto inferiore destro il pronto alla respinta “guardiano” rosso-verde Luca Grigoletti, classe 1996.

Al 26’, i padroni di casa accorciano le distanze con il n. 4 Andrea Castello, classe 2003, bravo e puntuale a chiudere in rete una rapida quanto stretta triangolazione all’altezza dell’area di rigore sanmartinese.

Prima della pausa dedicata al tè, l’n. 11 dei Giovani San Martino, Alberto Maimeri (classe 2004), spolvera la faccia superiore della traversa, calciando di prima intenzione e con il sinistro la punizione fischiata all’ingresso dell’area.

Nella ripresa, il taccuino è scarno di appunti: qualche fiocco non di neve, ma qualche rettangolino giallo estratto da un direttore di gara, il signor Francesco Lipizer della sezione AIA di Verona, con un modo di arbitrare a metà strada tra il parmense Alberto Michelotti e il siracusano Rosario Lo Bello.

E dotato pure di una vocazione da futuro “parlamentare” dei 5 Stelle: le continue prediche e spiegazioni dei suoi interventi non sarebbero forse più indicate per le più giovani leve con gli scarpini (Esordienti, Giovanissimi e Allievi), anziché per uomini-atleti ormai maturi, o no?

Al 56’, un doppio giallo piove sul capo del duemillenario Alberto Gazzabini, il quale lascia in inferiorità numerica la propria Divisione Julia, senza però svuotarne il contenuto e la voglia di arrivare, fino al lungo recupero, alla mancata consegna delle armi.

Ma a consolare i cuori un pochino afflitti degli sconfitti ci ha pensato l’attiguo bar, ponendo a disposizione un brulé così dolce e sapido al tempo stesso che gli antichi dei della prestigiosa vallata di Mezzane e di Colognola ai Colli ne avrebbero preso – di quel nettare così raro e prelibato – non a coppe di ferro, ma con orci ben panciuti di terracotta.


Aggiungi la tua...Noce

Condividi articolo

Scopri gli articoli può recenti

Autore: Andrea Nocini 26 marzo 2026
Un passo indietro per farne due avanti: la mossa disperata che può riscrivere il destino virtussino.
Autore: Andrea Nocini 25 marzo 2026
Una vita controcorrente, tra rigore, dolore e una forza capace di diventare esempio
Autore: Andrea Nocini 23 marzo 2026
Tra rimpianti e porchetta, il pari che racconta un paese