TONY SERVILLO, GIGI FRESCO ORA ATTENDE LA… GRAZIA DEL RIPESCAGGIO!
Tra rimpianti e destino, la Virtus resta aggrappata all’ultima possibilità.

Ieri pomeriggio eravamo al “Voltini” di Crema e l’U.S. Virtus B.V. di Gigi Fresco – 2-2 lo score finale – ha dimostrato il solito cedimento nel finale di partita.
Una gara che avrebbe potuto già concludersi con largo anticipo, se non fosse stato per il clamoroso errore dello 0-3 fallito dal solitario classe 1995 Jacopo Cernigoi, scuola Milan.
Virtus più reattiva, viva e vivace rispetto alle ultime uscite, ma ancora incline a farsi male da sola: nel pieno del recupero subisce due gol da un avversario – la Pergo – incapace di impegnare Sibi per più di tre quarti di gara.
Un’analisi condivisa anche in sala stampa dal mister Mario Tacchinardi, che ha ammesso: per oltre un tempo la sua squadra è stata in difficoltà, complice l’inoffensività delle “bocche da fuoco”.
Ottima la prova dell’inesauribile n.4, classe 1987, Mariano Arini, così come quella del n.27 Mike Aidoo (2005).
“Ho accompagnato di testa in rete la palla del 2-2 sotto la Sud” racconta ancora emozionato Andrea Paladino (2004), al suo quinto gol stagionale, “il primo segnato qui a Crema”.
Gli fa eco Nicolò Corti (2001), autore della prima incornata vincente.
In sala stampa si presenta solo Gigi Fresco, accompagnato da Paolo Sacchi:
“È un’annata nera, c’è poco da aggiungere. Prima la scomparsa di mamma Rina, poi il rigore sbagliato al 96° a Pasquetta, oggi il 2-2 subito ancora al 96°. Loro? Tanti cross, ma nessun tiro in porta. Sono 17 gare che non vinciamo: ora servono due vittorie, al Gavagnin-Nocini contro l’Alcione e poi a Lumezzane, sperando che la Pergo perda punti”.
Gigi Fresco non l’ha mai detto apertamente, ma il pensiero del ripescaggio esiste. E pesa. Perché lasciare il professionismo, per lui, significherebbe molto più di una retrocessione.
Il parallelo con Tony Servillo nel film La Grazia non è casuale: lì un Presidente della Repubblica è chiamato a decidere se concedere la grazia. Qui, invece, è il sistema calcio che potrebbe concedere una seconda vita.
Nel film di Paolo Sorrentino riecheggia il motto:
“Virtus in periculis firmior” – il valore emerge nelle difficoltà.
E oggi, per la Virtus, di difficoltà ne restano poche. Non dipende più solo dal campo: Pitagora, stavolta, è più severo della sorte.
Ma la speranza – quella sì – resta l’ultima a morire.
La speranza del ripescaggio.
La “Grazia”.



