TIZIANA TOMELLERI NOCINI, LA PRESIDENTESSA VIRTUSSINA

Andrea Nocini • 25 marzo 2026

Una vita controcorrente, tra rigore, dolore e una forza capace di diventare esempio 

La moglie del dottor Sinibaldo Nocini, Tiziana Tomelleri, non si è mai dimostrata appassionata di calcio: le piacevano la boxe, il nuoto (che praticava durante le vacanze estive), il tennis, l’atletica leggera, il golf, ma del “fubàl” proprio non voleva saperne.

Addirittura mi rimbrottava spesso per aver preferito una carriera così impervia e incerta come quella del giornalismo sportivo, dedicato a narrare le gesta degli “illustri sconosciuti” dilettanti, al posto di una più sicura e solidamente redditizia come quella dell’avvocato.

Ma, nonostante questa sua giustificabile idiosincrasia verso lo sport più amato dal coniuge e dai suoi cinque figli, tutti maschi (Pier Francesco, classe 1956; Giorgio, 1960; Andrea, 1961; Antonio, 1964; Filippo, 1965), ha partecipato sempre con grande entusiasmo ai trionfi calcistici di papà, organizzando semplici ma sentitissime feste nel podere di Poiano, in Valpantena.

Impegnata fin da ragazzina a seguire le orme del padre Giordano, esperto nella costruzione di macchinari ortofrutticoli, aveva scelto di proseguire quel cammino, che già le sottraeva parecchio tempo. Così, ogni domenica, si ritrovava ad aspettare il rientro di papà dalla partita, dopo aver trascorso il pomeriggio tra la corrispondenza e montagne di carte sulla sua scrivania.

Nonostante la perdita di due figli — Giorgio e Antonio — ha saputo sopportare con grande forza e coraggio il più terribile dei destini: quello di sopravvivere a tragedie affettive e umane tanto immani quanto indicibili.

E lo ha sempre fatto affrontando nuovi impegni, superando ostacoli e difficoltà che hanno segnato il suo cammino, ma con il sorriso acceso sulle labbra, dimostrando un ottimismo raro.

Anche per queste sue doti caratteriali, e per la sua attenzione costante verso i più bisognosi — non solo nel popoloso quartiere-laboratorio di Borgo Venezia — sabato 28 marzo 2026 la città di Verona ha voluto dedicarle, insieme a un’altra mezza dozzina di donne distintesi per impegno civile, una targa commemorativa nel Parco di Santa Teresa.

Mamma Tiziana, veronese, nata il 30 aprile 1930 (quindi di otto anni più giovane di papà, di origini faentine, nato nel 1922 e scomparso nel 2003), è venuta a mancare il 10 gennaio 2011.

Era solita ricordare ai suoi figli che “prima o poi il vento cambia”, raccomandando di riservare sempre del tempo a chi ha bisogno.

È stata la classica donna “con i pantaloni”: così molti ex ragazzi della Virtus della gestione sinibaldo-nociniana amano ancora oggi ricordare la loro presidentessa, per il carisma e la forza di volontà che la contraddistinguevano.

L’unica, in oltre cent’anni di storia del sodalizio alla periferia est di Verona.

E, come si usa dire, accanto a un grande uomo come mio padre non poteva esserci che una grande donna.


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