PER IL CEREA UNA VITTORIA (1-0) DA “PELALOCA” CONTRO IL BONAVIGO

Andrea Nocini • 27 aprile 2026

Una partita infinita, decisa al 93’ tra caldo, folla e un finale al limite dell’incredibile

Non si era mai visto un “Pelaloca” così pieno in tutta la storia dell’impianto: coda alla biglietteria già un’ora prima e proseguita per oltre un buon quarto d’ora dall’inizio delle ostilità. Sorride il cassiere dell’Atletico Città di Cerea, esplode di gioia il vincitore, la dirigenza è grata e la tifoseria va letteralmente in solluchero quando un apparentemente (politicamente corretto) innocente rinvio da centrocampo, effettuato al 93° (terzo dei cinque minuti di recupero) dal n.15 Mohammed Abayba (classe 2004), passa sotto il piede con cui Matteo Vesentini (classe 2004) tenta un controllo morbido di destro, per andare altrettanto dolcemente a gonfiare la porta completamente spalancata dell’estremo difensore biancazzurro.

Già, Bonavigo e Cerea: prima della sfida erano separati da un solo punto, con gli ospiti che guardavano dall’alto verso il basso i propri avversari. Più lunga, invece, in fatto di chilometri (14), la distanza tra i due paesi della Bassa veronese, con il Bonavigo (mister Nicola “Milo” Manara, classe 1987; presidente il giovane ed equilibrato Angelo Zangari), sodalizio ruspante che, dalla sua fondazione nel 1961, non ha mai messo gli scarpini in Promozione.

Buona la direzione di Mattia Besutti della sezione AIA di Verona, il quale ha dovuto estrarre il primo giallo a Denis Rexhepi (2001) e il secondo al n.2 Mattia Camon (2006) del Cerea, che all’inizio della ripresa ha dovuto lasciare il campo per doppia ammonizione, anche a causa di un infortunio rimediato in un contrasto (portato al Pronto Soccorso di Legnago, tornerà a giocare a settembre: già tanto che si parli “solo” di una distorsione seria e non di un verdetto peggiore).

Il caldo, intorno ai 27 gradi, fa la sua parte, e l’arbitro concede i due time-out per il rinfresco sia nel primo che nel secondo tempo. Intanto, via social, arrivano i risultati che danno per vittoriosa la Solesinese, impegnata a Villanova del Ghebbo, nel Rodigino. Mano a mano che trascorrono i minuti, la fake news del colpaccio dei basso-patavini si trasforma in realtà, e allora il “Piccolo Toro” aumenta il ritmo e la furia agonistica ai danni dell’avversario.

Mister Luca Monastero inserisce bomber Diego Rossetti (classe 2004), dopo che il suo omologo aveva innestato l’avanti Michele Malagnini (2002), per provare a chiuderla in maniera anche un po’ rocambolesca. Ma il “gemello” Matteo Vesentini (alternativa il 1997 isolarizzano Andrea De Fanti, consolato dalla bella morosa laziale), di professione parrucchiere, forse preso dalla grandissima emozione del finale-spareggio, non riesce a impartire alla sfera il taglio giusto, la piega migliore.

Ma, come ricorda lo stesso presidente ceretano a fine gara, nello spogliatoio, soffocato dall’abbraccio dei tifosi e dei collaboratori:
“Non abbiamo vinto ancora niente, seppure siamo lì!”

Ora il Cerea dovrà affrontare lo spareggio di andata e ritorno contro i padovani, a partire da domenica 10 maggio. Al Bonavigo, invece, non resterà che attendere 21 giorni per affrontare la perdente di questo scontro titanico, con l’obiettivo di riprendersi — con gli interessi — una stagione vissuta sempre in vetta.


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