La partita del Noce
PRIMA CATEG., GIR. "A" ASD MONTEBALDINA SONA UNITED – ASD CAPRINO: 1-1

Quasi un derby, non solo dal punto di vista geografico, ma per via dei tanti giocatori che sono tornati ad affrontarsi a distanza di anni con la casacca diversa.
L’estate sta... finendo, regalando una giornata di sole, baciata, affumicata da 31 gradi, la quale consente di darsi convegno sugli spalti dell’impianto sportivo di Sona a tifosi e addetti ai lavori, accarezzati da una leggera brezza primaverile e ristoratrice – vera antagonista delle calde pennellate solari – ad ammirare prima di tutto quel verde smeraldino che neanche il più prestigioso “Santiago Bernabeu” sa offrire.
La singolar tenzone si conclude senza vincitori né vinti, 1-1, ma questo non ha voluto assolutamente significare che le due contendenti avessero deciso di affrontarsi pensando alla tanto agognata pace nella martoriata, ahinoi!, striscia e terra di Gaza.
Tutto si concreta nel primo round, con il duemillenario Marco Dall’Ora che, ben imbeccato dal “Leone del Maghreb”, al secolo Mohamed Rkaiba, classe 1989, batte in diagonale, con la sua stecca fatta scivolare sulla verde moquette d’erba, l’ex Chievo Filippo Pavoni, classe 1999.
Il pareggio? Sulla più antipatica delle situazioni: il calcio di rigore. Sulla lunetta ingessata – mai così candida come in questa domenica di fine estate – si propone “Zibì” Patryk Parol, classe 1996, la cui parabola dilettantistica è partita dall’ACD Oppeano, per passare – veloce come una stella cometa – anche per l’ACD Zevio e, prim’ancora, per l’Atletico Città di Cerea.
Una gara che, anche nella ripresa, si ripropone equilibrata: da una parte la matricola Caprino di quel “vecio” guru che risponde al nome di Guerrino, al cognome Gelmetti e al soprannome di “Squiri”, il garibaldino ultrasessantenne “mister dei due Mondi” (Italia e Brasile), compagine molto concreta, pragmatica, amante dei lanci lunghi finalizzati a sorvolare come un pacifico drone il centrocampo per arrivare alle punte Rkaiba (sempre più bella la sorella Karima, ex campionessa del Maghreb degli 800, 1000, 1200 e 1500 piani di atletica leggera, classe 1982, gulp!), Dall’Ora, Manuel Leardini (1989), Clirim Khrasniqi (1998).
Più ricercata la manovra, più ricamato il fraseggio dei sonesi – vigilati con affetto, amore e tanto zelo da Maria Valbusa, la moglie dell’indimenticato Gianfranco, per tutti “El Mago”, dalla sempre splendida nuora Cinzia, sposa del figlio Gianmarco, vittorioso nella briscola del dopo partita sostenuta nel faccia a faccia contro l’ex difensore di Chievo, Juventus e Spal, Marco Zamboni, e dal nipote Thomas, “giovane bandiera” di una società sempre sul pezzo e molto organizzata, che ha visto indossare la camiseta anche all’ex Inter Douglas Sisenanda Maicon, brasiliano, classe 1981.
Già, l’Inter, la squadra del cuore del presidente del Caprino, il sempre in formissima avv. Lino Maestrello, classe 1955, con l’alloro in Giurisprudenza conseguito all’Università di Modena, di fronte all’Accademia dei Cadetti.
Sempre sul pezzo l’omologo della Montebaldina Sona United, l’arch. Davide Coltro, amante della moto, del calcio, delle palladiane costruzioni e delle splendide “fatine” che, anche sull’impianto sonese, si sono aggirate mettendo in mostra – complice il calcio – le proprie “ricchezze” donate loro da Madre Natura.
Sugli appunti anche un clamoroso palo interno scheggiato dai caprinesi, poi l’occasionissima del colpaccio mancato da Rkaiba, a cui ha negato la soddisfazione del gol e dei 3 punti uno straordinario Filippo Pavoni, il quale ha messo in moto le carducciane ed occhiute ali... anche quelle dell’orgoglio per aver lasciato lo sfavillante palcoscenico della Serie D.
Ancora un ruggito rabbioso e schiumante del “Leone del Maghreb”, Rkaiba, nato il 2 agosto, giorno che significa “fuoco” a detta dell’affascinante velina bionda, la compagna Cecilia, esperta di numerologia: ma la pronta girata si traduce nella sfera di cuoio che fa il solletico al palo, alla sinistra di un comunque ben piazzato Pavoni.
Ancora in volo... Pavoni per dire di no, all’89’, e in due tempi, a una conclusione al volo, nata da un’azione ben architettata da un ansiosissimo mister Luca Pizzini – l’allenatore più gigifreschiano che possa esistere, scelto dal “deus ex machina” isolano Leonello Prati, “delfino” di alta scuola diccì dorotea – azione, dicevamo, scoccata da un traversone dx-sx, opera di Dall’Ora e terminato sugli scarpini di Leardini.
Sugli spalti anche mister Paolo Brentegani, con ancora tatuato nel cuore il suo Pastrengo, l’intramontabile ed enigmatico – controfigura del grande attore Al Pacino! – Rudy Wolf, l’italo-svizzero “patron” della Pol. Garda, Vittorino Zampini, classe 1959, cugino del presidente dell’Ambrosiana Gianluigi Pietropoli da Pesina di Caprino, prudentemente senza cioccolata svizzera in tasca – e per fortuna, perché sai come si sarebbe squagliata la peculiarità elvetica? – ma sempre con un bel Rolex in tasca, da mettere nella Lotteria di Natale o di fine campionato 2025-26 in palio.
Passerella anche per il poco impegnato caprinese Federico Cecchini, classe 1989, ex commesso e quindi, per lui, mancata occasione di esibirsi in un elegante showroom, visto che è cresciuto tra calcio e fashion.
Così il diesse montebaldino-sonese-palazzolese Leonello Prati, classe 1963:
“Punto che ci va bene, accettiamo il verdetto, perché abbiamo giocato contro una signora squadra, di più alto valore e consistenza di una matricola. E guidata dalla punta più forte in circolazione non solo in Prima, ma anche in Promozione, Mohamed Rkaiba.”
Il dirigente Gianmarco Valbusa:
“Noi abbiamo, però, cercato di giocarla la palla, eh. Importa, sì, il risultato, ma noi siamo abituati a offrire anche spettacolo. Sona è un paese di appassionati di calcio dal palato fino!”
Andrea Nocini



