La partita del Noce

Andrea Nocini • 22 dicembre 2025

CALCIO MOZZECANE – MONTORIO FC: 0-0
ECCELLENZA VENETO – GIRONE A

Il Calcio Mozzecane del nuovo conduttore Dario Biasi, ex difensore anche e per alcune stagioni dell’Hellas Verona, chiamato al posto del trainer reggino Mario Colantoni al capezzale dei postumiesi, in digiuno di punti più di sapore pasquale che natalizio, si congeda dal proprio pubblico e dall’anno solare 2025 non riuscendo a zittire il più quotato – in classifica – Montorio di mister, il perzacchese imprenditore agricolo Alberto Baù.

Ma è un buon risultato ad occhiali, che permette di vedere lontano nel futuro di un undici che, al netto di soli sei allenamenti da quando è passato dalle mani di Colantoni a Biasi (con il suo fido collaboratore Matteo Signoretti, classe 1978, di Nogarole Rocca, ex mancino “settepolmoni”, l’anno scorso al servizio dei giovani del Caldiero Calcio), ha già fatto registrare netti miglioramenti.

Non è questa la disamina del nuovo coach, bensì quella formulata a fine gara dagli specialisti del fubàl del territorio, a partire da Fabrizio Begnoni, detto “El Coa” per i lunghi capelli da sempre raccolti dietro la nuca, passando per Luca Voltolini, Giordano Begnoni e Massimiliano Viviani, vicepresidente e sponsor dei “rosso-blù del Bocciodromo”.

7 in condotta, questo il voto del primo quadrimestre che noi sigliamo in pagella ai ragazzi del giovanissimo, tanto preparato quanto coraggioso presidente Riccardo Montefameglio, classe 1978 (a lui il salto, per ben due volte, in Eccellenza per un territorio che pullula di discipline sportive le più variegate), omonimo del cugino Riccardo anch’egli, classe però 1980 – come da buone famiglie del territorio campàno, che non si smentiscono nemmeno in fatto di nomi e cognomi, oltre che di talenti e passionalità calcistica – Riccardo jr, punta pratica e prolifica ed enfant prodige della Primavera del ChievoVerona dei vari D’Angelo, D’Anna e altri “guerrieri” del patròn Luca Campedelli.

Una gara, eh, non alla camomilla da domenica prima del Santo Natale e del “volemose bèn”, né al cloroformio, visto che occasioni ce ne sono state per entrambe le fazioni in campo, maggiori quelle per il Mozzecane, che ha visto nel centravanti Daniele Torregrossa, classe 1997 (in attesa della piena performance del bomber Pietro Rovaglia, classe 2001, ex Ternana), la punta del grammofono, il gessetto più graffiante dei padroni di casa una volta premuto sulla lavagna d’ardesia.

Nella ripresa, il Montorio è andato vicinissimo al clamoroso colpaccio quando, all’86°, il n. 34 Zocca, “bocia razza Piave”, classe 1999, ha catapultato la sfera ad accarezzare la faccia inferiore della traversa sopra il capo dell’estremo difensore De Caprio, classe 2006.

7 in condotta, dicevamo; 4/5, invece, quanto a struttura impiantistica del “Nereo Faccioli”, perché se è vero che – dopo aver faticato a parcheggiare l’auto – ricorda ancora il glorioso Hendrix Mozzecane del 93enne presidente onorario Giorgio Giavoni (“Dal ‘Nereo Faccioli’ a… voi studio centrale!”), quello che toccò per la prima volta, nella sua ancora giovane storia calcistica, il lido della Seconda e poi della Prima Categoria.

Ci riferiamo alla tribuna, non provvista di copertura in caso di pioggia o maltempo, ancora a cielo aperto: troppo poco per una bella squadra che gareggia in un campionato ambìto dalle concorrenti venete, di qualità e valore, quale è l’Eccellenza.

Verissimo che in campo contano sudore, chimica, lacrime e cuore oltre l’ostacolo, ma in un Comune che già si è fatto – e continua a farsi – valere per altre discipline sportive, e con un Assessore Regionale di quelle zolle, competente e combattivo come Tomas Piccinini, un edificio calcistico più confortevole non striderebbe come la punta spuntata di un vecchio grammofono o il pezzetto di gesso premuto contro la lavagna d’ardesia.

Con il mondo sempre più modernizzato e all’avanguardia, una elegante “Bonbonera” calcistica, anche qui, in Postumia, a metà via tra Verona, la nota e affollatissima trattoria Begnoni – sì, quella di Fabrizio “Coa” – e la Mantova di Virgilio, beh… che ne dite, voi lettori?
Ci potrebbe anche stare, a mo’ di premio per la grande cultura sportiva in generale mostrata, non da ieri, dai suoi “atletici” abitanti.


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