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Guglielmo Bonistalli (Virtus B.V.), trequartista. Nonno Amedeo, “ariete” del Padova dei “manzi” di “paròn” Nereo Rocco.
“Del nonno” – esordisce Guglielmo Bonistalli, trequartista classe 2000 oggi in forza alla Virtus B.V. di Prima Categoria – “non ho ricordi, non l’ho mai conosciuto. Me lo fanno rivivere le memorie di nonna Francesca: diceva che il calcio era la sua vita e che era molto forte nello stacco aereo”.
Il papà di Guglielmo, Roberto – per gli amici “Piui” – è stato un apprezzato vignettista dei mensili “Calcio dilettante mantovano” e “Mantova Alè!”, corredando ogni rubrica (1991-1993) con originali caricature.
“Papà” – prosegue Guglielmo – “si è distinto nello sport della palla ovale: è stato ala veloce del Cus Verona, ha militato in Serie A con Brescia e Rovigo (capitale del rugby) e ha chiuso la carriera in Serie B, nel Valpolicella”.
Bomber Amedeo non era altissimo, ma il suo stacco arrivava ovunque: “L’altezza” racconta il nipote virtussino “non era la sua caratteristica principale, ma era un ottimo attaccante, che concludeva col destro. Sì, io e lui giochiamo nello stesso ruolo: almeno in questo ho preso da lui”.
Amedeo nacque a Empoli il 19 agosto 1930, sotto il segno del Leone: “Fece le ossa in Serie C a Piacenza, dove timbrò 6 gol in 18 gare, facendo parte del trio offensivo con Silvano Mari e Alfredo Arrigoni”.
Debuttò in Serie B con il Padova di “paròn” Nereo Rocco, il tecnico triestino figlio di un macellaio che portò il Milan sul tetto del mondo a suon di scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali.
“Esordì in Serie A in Fiorentina-Padova 1-0, nell’autunno del 1955, dopo aver trascinato i biancoscudati nella massima serie con i suoi 13 gol. Nelle due stagioni in A con il Padova firmò in totale 24 reti”.
Ancora Serie A, stavolta con la maglia dell’Atalanta: “Con la Dea segnò un solo gol in 8 gare, al San Paolo di Napoli (oggi stadio Diego Armando Maradona), salvando gli orobici dalla sconfitta. Finì 1-1”.
“Poi” – aggiunge Guglielmo leggendo il suo c.v. – “chiuse la carriera in Serie B, a Taranto, fermato dal più crudele e insuperabile avversario che un calciatore, meglio, un essere umano, possa incontrare in campo e nella vita: la morte. Lo strappò via a soli 28 anni, nell’ottobre 1958, a causa di una gravissima e improvvisa peritonite (forse un’appendicite trascurata)”.
In totale, l’“ariete” Amedeo collezionò 67 presenze in A con 25 gol, e 29 in B arricchite da 13 reti.
Papà Roberto, il rugbista, il “Forattini dei dilettanti”, ha sposato Giorgia Stella, nota restauratrice di quadri, palazzi e affreschi. L’opera più prestigiosa alla quale si è dedicata è il restauro della facciata del Museo Palazzo Miniscalchi Erizzo.
Guglielmo tifa Empoli, la città natale del nonno Amedeo. Il suo idolo è Sergio Ramos, storico difensore del Real Madrid (numero 4). Sta conseguendo la magistrale in Nutrizione Umana, dopo aver già ottenuto la triennale in Biologia a Padova – città dove “il nonno aleggiava” nel prestigioso Ateneo patavino e dallo storico “Silvio Appiani”, lo stadio che ha visto passare tanti campioni.
I primi calci nel 2007 all’Ippolito Nievo, poi un anno nell’U.S. Cadore di Ponte Crencano, quindi 8 stagioni nelle giovanili del Chievo (fino agli Allievi Nazionali), prima del primo stop.
“Riprendo negli Juniores Nazionali virtussini, ma dopo un anno mi rompo il ginocchio. Rientro nella Berretti della Virtus B.V. e a 18 anni vengo aggregato alla rosa della Pol. Virtus, allora in Promozione. Dopo due mesi, però, lascio il club borgo-veneziano: non mi trovavo bene con quell’ambiente. Dopo alcune stagioni fermo, riparto con la Virtus United Verona di Francesco Khaire, società fondata insieme ad Alberto Cattivera (classe 1997). Sono stato uno dei primi tesserati”.
Ed oggi – aggiungiamo noi – è una delle colonne storiche della nuova Virtus B.V., nata dal matrimonio celebrato nell’estate 2025 tra la Pol. Virtus e la Virtus United Verona.
“Nella vita cosa sogno? Prima di tutto di essere felice, poi” – conclude il duemillenario Guglielmo “Tell” Bonistalli, rappresentante della generazione Z con tanto calcio (“fubàl”) nel sangue – “spero di mettere le mie conoscenze di nutrizionista sportivo a servizio del calcio, ma soprattutto dello Sport e del benessere, inteso a 360 gradi”.
E nel calcio, dove vorresti arrivare?
“Salire in Promozione con la Virtus B.V. è un’utopia, ma sarebbe un sogno bellissimo, un traguardo difficile da raggiungere. Noi però non ci porremo limiti. Questo è poco ma sicuro!”.
Parola del dott. Guglielmo Bonistalli, nipote dell’“ariete” di “paròn” Rocco.
Andrea Nocini




