La partita del Noce
SECONDA CATEGORIA VENETO GIRONE B
BORGO S.PANCRAZIO VS POVEGLIANO VERONESE: 0-0

Finisce avara di reti una gara che, nella ripresa, ha invece regalato una raffica di emozioni: occasioni nitide, conclusioni quasi già in gol e soprattutto interventi decisivi del portiere di casa, Giovanni Bonato, classe 2005. Il talento tra i pali sembra appartenere al suo DNA, se pensiamo al cugino Francesco, lupatotino, ex Serie C ed ex Team Santa Lucia Golosine, classe 1993.
Non tornavamo nell’impianto di via Asiago dai tempi di un torneo giovanile estivo organizzato dal club bianco-viola, fine giugno 1980. Allora, oltre all’immancabile “sentinella”, El Bobo – al secolo Gianfranco Zuanazzi, classe 1956 – spiccava per competenza e autorevolezza gentile il compianto Virgilio Moscardo.
Oggi, in campo, non si è vista grande differenza tra le “libellule” di mister e maresciallo Michele Barone e i “gatti” del Borgo San Pancrazio. Anzi: se la vittoria ai punti fosse esistita, sarebbe andata probabilmente ai padroni di casa guidati dal soavese Adriano Laperni. La sua squadra, con cinque giocatori del Maghreb – un algerino e quattro marocchini – è andata vicinissima al gol già al 2’, quando l’incornata del n.7 Yassin è uscita di un soffio.
Tra gli ospiti, fascia da capitano meritatissima per il n.5 Davide Redolfi, classe 1991, metronomo dei “biancazzurri del Tione”. Ottimo anche il n.2 Filippo Postal, classe 2004, capace di continui dribbling e sovrapposizioni nel forcing della ripresa, e notevole la capacità di smarcamento del n.20 Federico Bertolasi, stesso anno di nascita. Buona pure la prova del portiere ospite, attento e reattivo.
Dai piedi di questi ragazzi sono nate le occasioni più pericolose, tutte però respinte dall’eccellente Bonato: voto 8. L’unica vera chance dei “gatti bianco-viola” è arrivata al 34’, ancora con Yassin Belaouja che però – come ci ha confidato a fine gara – poteva davvero fare poco di più.
Il migliore in campo? L’arbitro. Daniele Longhi, classe 2000, informatico al lavoro qui a Verona ma originario della Bergamasca. Direzione sicura, scorrevole, impeccabile: voto 9.
Nel gelo dei 3 gradi ci ha tenuto in vita un tè bollente servito dalla società ospitante per mano dell’“enciclopedico” diesse Fabio Dal Dosso. Dirigente sportivo da una vita, imprenditore oggi in pensione, Dal Dosso – classe 1959 – ci ha raccontato la rinascita del Borgo San Pancrazio: nato come polisportiva (con sezione di tennis tavolo e solo settore giovanile), ha poi raccolto il testimone lasciato dall’AC Porto San Pancrazio, accompagnandone la transizione fino alla ripartenza del cuore calcistico del quartiere.
Nelle prossime settimane, nella rubrica “Facce da spogliatoio”, dedicheremo spazio anche alla figura del 92enne presidente Adelino Perbellini, classe 1933, storica anima del club.
Tra i profili più interessanti della società c’è anche Pietro Dal Dosso, classe 2004, studente di Scienze Politiche e portiere passato dagli Allievi Nazionali del Team Santa Lucia Golosine. Ragazzo determinato, con idee chiare sui propri obiettivi, oggi alterna lo studio al percorso da arbitro, dove si sta mettendo in luce come giovane “giacchetta nera” della nostra provincia. Chissà che un giorno non possa fischiare in categorie più prestigiose.
Il padre Fabio, sensibile al mondo giovanile, ci ha raccontato un aneddoto legato all’ultima partita del figlio da portiere negli Allievi Regionali: donò una maglia arancione bordata di nero – i colori che adorava – la stessa poi utilizzata anche dalla Prima squadra del Borgo. Un omaggio al calcio totale dei tulipani olandesi guidati dall’inarrivabile Johan Cruijff.
La rinascita dei “gatti bianco-viola” è oggi una realtà sempre più consolidata. Il sodalizio, guidato dall’intramontabile Perbellini e dal figlio Daniele come vice, sta crescendo con cura in ogni dettaglio. Anche la maglia della Prima squadra, un elegante color becco d’anatra sfoggiato nel pomeriggio, è simbolo di questa rinnovata identità. La strada è tracciata, e il progetto è già ben avviato.



