La partita del Noce
BEVILACQUA-AQS BORGO VENETO: 1-1 PROMOZIONE VENETO GIR. A

A poche zolle dal confine con la padovana Montagnana, dopo aver attraversato tutta la ZAI e aver sfiorato l’antico limite della città turrita – patria di quel prosciutto che un tempo deliziava perfino i reali d’Inghilterra – si entra a Bevilacqua. È qui, proprio dove la curva che costeggia l’abbazia di Sant’Antonio Abate chiude il rettilineo, che oggi si ergono gli impianti sportivi rigenerati della società locale.
Il rettangolo di gioco di via Ponte Pitocco – nome davvero singolare per un campo di calcio italico – ha cambiato volto. Una tettoia moderna protegge i tifosi assiepati in tribuna dal vento e dalla pioggia, mentre un’altra copertura collega l’ingresso con gli spalti, accompagnando gli spettatori lungo un comodo corridoio che parte dalla biglietteria, presidiata con la consueta attenzione da Doriano Falchetto, già “vecio” di Minerbe.
Alla sinistra della tribuna si staglia l’Abbazia, silenziosa e nobile; davanti, la provinciale che conduce fuori dal centro storico, dove domina il magnifico Castello di Bevilacqua, oggi cornice di matrimoni, lauree, battesimi ed eventi culturali. Il campo, curato come un giardino in vista di Santa Lucia, si presenta ancora come un tappeto smeraldino, bello da vedere e ottimamente calpestabile.
Finisce 1-1 la sfida tra l’AQS Borgo Veneto di mister Francesco Gasparetto – con cuore pulsante a Saletto – e l’ASD Bevilacqua del presidente Davide Furlani, al quarto anno consecutivo di guida. I grigiorossi sono stati schierati in campo da Leonardo Pastorello, tecnico emergente classe 1997, originario di Noventa Vicentina e pronipote di quella Nova Gens che negli anni Settanta e Ottanta conquistò la Serie D (allora Interregionale). Quella squadra, forte anche dell’intelligenza tattica di un nocchiero esperto – una sorta di Giovanni Acuto calcistico – trovò nel geom. Enrico Galuppo il suo “capitano di ventura”: figura d’esperienza, partito da Noventa e approdato fino a Roma, dove seppe ritagliarsi un ruolo di rilievo nella LND e nella Federcalcio, insieme a un altro veneto illustre, il rodigino Antonio Ricchieri.
Pastorello sta rispondendo alle aspettative dei “Dieci del Gran Consiglio” del direttivo grigiorosso: propone idee di gioco moderne, valorizza i tanti giovani del settore giovanile e sembra avere già chiara la traiettoria che vuole imprimere alla squadra. Con lui collaborano figure fedeli come Alessandro Moracchiato, in rosso-grigio dal 2003 dopo gli anni d’oro all’Albignasego, e Nicolò Dalceggio, noventano doc approdato dal settore giovanile del La Rocca Monselice, fucina tra le più prolifiche del Veneto.
Tra i padroni di casa non stupisce la solidità di Andrea Pizzocoli, difensore millenarista, né la generosità di Alessandro Boscaro, classe 1996. Splendida rivelazione, invece, il giovanissimo portiere Fabio Rossetto, classe 2006, impegnato nel test d’ingresso di Medicina e Chirurgia: già protagonista con le Juniores Regionali dell’Atletico Città di Cerea, oggi difende i pali del Bevilacqua con sicurezza sorprendente.
Segnali importanti anche dal numero 6 Jonathan Guglielmetti, classe 2002, autore del gol del vantaggio: un rasoterra che accarezza la faccia interna del palo alla destra del classe ’97 Marco Dardendo, poi sostituito a inizio ripresa dal 2007 Nicolò Stefanin. In mezzo al campo risplende il rientrante capitano Luca Facioli, figlio del sempre presente Graziano, riconoscibile in tribuna sotto un cappuccio che evocava gli umiliati dell’area milanese del Trecento.
Ottima anche la prova di Edoardo Pasqualini, classe 2005, infaticabile nei suoi strappi sulla fascia, e del centravanti Rocco “Siffridi” Alberti, 2003, pendolare del venerdì sera verso Torino. Applausi anche al numero 10 Marco Mario Thompson, classe 2003, gran lavoratore del centrocampo. Note positive inoltre per Edoardo Leggieri, classe 2004, atleta longilineo vicino ai due metri, e per Marco Mellone, classe 2008, giovane in piena crescita.
Tra gli ospiti spiccano le geometrie dell’ingegner Guido Manfrìn, classe 1995, e l’esperienza del 2000 Luca Giordani, fratello di Loris, abilissimo nella gestione della fascia mancina. Proprio da un’incursione di Giordani nasce il gol del pareggio: una serpentina che ricorda – visto il clima stagionale – gli slalom di Kristian Ghedina o Ingemar Stenmark, culminata nella conclusione vincente dell’1-1.
Partita bella, combattuta, intensa anche sul piano tecnico. Ai punti l’ASD Bevilacqua avrebbe meritato qualcosina in più, considerando le numerose occasioni create. Ma il terzo tempo ha rimesso tutto in equilibrio: un conviviale sapore rugbistico animato da Fabio Corestini, dal “Lupo” Lupato, da Marco Calonego, da Raffaella Coraini – moglie del “guru del calcio” ed ex compagno di scuola di un certo Alessandro Del Piero – fino al diesse Sergio Andreetto, autentico “Almanacco Panini vivente”.
Perché, come nelle famiglie vere, quando si aggiunge un posto a tavola non serve aggiungere acqua al marmittone: basta aggiungere un sorriso, una posata e la voglia di stare insieme. Come avviene in un a vera famiglia



