Facce da spogliatoio
Claudio Sganzerla, il trainer...filtrato dalla cultura e plurimedagliato!

E' uno dei mister, classe 1953, della nostra provincia che ha fatto più incetta di trionfi, una decina circa, assieme al lupatotino Fabrizio Sona, classe 1957.
Claudio Sganzerla, una laurea in Agraria, apprende da noi con un certo stupore che anche il collega della panca, il nogarese Giuliano Spadini, ha allenato le categorie esattamente da 38 stagioni.
Ma, "El Sganze", invece, non è mai sceso nelle Divisioni povere dei dilettanti, ma, si è mantenuto sempre a un certo livello di qualità.
"Posso dividere" racconta la mia carriera di mister in 3 step diversi: nei primi 10 anni, ho conquistato 5 titoli, poi, ho imboccato il pitstop perché non ne avevo più voglia, tant'è che a Bussolengo avevo iniziato per poi lasciare lì poco dopo (stagione 1996-97)".
Poi, il profumo dell'erba dei campi appena tagliata lo ha riconquistato, ammaliato come una sirena del mare: "Merito dell'ASD Pozzo e del suo vivace diesse Enzo Malachini il fatto di essere tornato a sedermi sulla panca, guidando i rosso-blu Francesco Marmorato (il portiere che si dipingeva le orbite degli occhi per proteggersi dai raggi di sole, l'esterno sx Malachini, bomber Bellorio. Arrivai che i pozzani erano ultimi e per 3 stagioni di fila abbiamo occupato il terzo gradino del podio. Poi, 2 stagioni a Bovolone, bagnati da altrettanti successi e la finale di Coppa Veneto perduta al neutro di Abano Terme contro lo Scorzè, che ci rifilò un poker all'arsenico e noi che non venimmo ammessi al campionato superiore perché in anticipo sul regolamento di ben due stagioni".
"El Sganze" ha trascorso la sua vita in mezzo ai campi: a quelli dei tabacchi, come impegno lavorativo che ancora adesso, seppur in pensione, lo eleva a un ricercato esperto delle coltivazioni che producono le sigarette, e a quelli ben rasati, a volte anche ridotti a coltivazione di patate: "Il nostro calcio, rispetto agli anni 80, anni in cui ho iniziato ad allenare, è migliorato sotto l'aspetto dell'impiantistica dei terreni da gioco. Non solo, ma anche nella voglia, nell'attenzione e nell'impegno che ragazzi, sottoposti in media a 3 sedute atletiche settimanali, senza contare la domenica da vivere nella competizione, mentre "el fubàl" è peggiorato per la standardizzazione, verso il basso, ahimé, dei molti nuovi tecnici, tendenza, questa, imputabile al timore di essere esonerati e, di riflesso, dall'angoscia del raggiungimento subito del risultato per scongiurare il "divorzio" stesso. Però, i nostri atleti percepiscono un maggior bagaglio di nozioni e conoscenze tecniche, tattiche e fisiche, informazioni a loro propinate da mister che conoscono meglio il linguaggio italiano, più forbito, meno rozzo".
Altro aspetto peggiorativo del nostro calcio dilettantistico, secondo il dr Claudio Sganzerla: "La Federazione esorta-costringe noi allenatori a seguire costosi Corsi di aggiornamento, ok, è giusto! Ma, poi, la mia categoria si trova a dover cozzare con un apparato di dirigenti che si documentano non attraverso i nostri testi, ma documentandosi attraverso i quotidiani sportivi nazionali, quali la "Gazzetta dello Sport", il "Corriere dello Sport-Stadio", o "Tuttosport"".
Vittima, in parte, anche della scaramanzia, il plurimedagliato trainer di Sommacampagna, dove, appassionato di politica, aveva nuovamente staccato la spina col calcio per fondare il Circolo del MSI, e poi aderire ad Alleanza Nazionale: "Ho vinto due Tornei indossando sempre, anche nei rigori invernali, la stessa polo, con cui avevo azzeccato la prima volta il filotto di successi consecutivi. E, indossando sempre quella t-shirt, non ho mai patito l'onta di una sconfitta in entrambi i campionati! (E' accaduto a Cavalcaselle e a Bovolone, entrambe in 2^ categoria)"
Grande gestore del gruppo, ma, ligio a mettere in pratica le severe disposizioni impartite fin dal primo giorno del raduno estivo: "Con me" ricorda "erano pochi quelli che amavano trascorrere mezz'ora sul lettino dei massaggi; se me ne accorgevo, li spedivo in panca, così si abituavano durante la settimana e prima della partita ufficiale a farsi prestare le cure un'oretta e mezza prima delle sfide. Il più affezionato agli oli canforati, agli spray miracolosi più dell'acqua santa contenuta in boccetta, e a i tek? La forte punta del Nogara Calcio, Luca Molinari, classe 1992, in forza anche agli Amatori Bonferraro".
Altre 3 splendide stagioni a Castelnuovo del Garda: prima sotto la presidenza Pastorelli, "patròn" del Filgarda, poi, sotto quella del compianto Giovanni Martinelli, "boss" dell'Hellas Verona, animata dai forti Paolo Pietropoli (il giocatore che più di ogni altro mi ha lasciato un segno; invece, come dirigenti, gli "enciclopedici" ed aggiornatissimi, il sanmartinese Fabio Brutti, ora diesse dell'Hellas Verona, e il vigasiano Diego Campedelli, ora braccio destro di Gigi Fresco alla Virtus Vr. E, poi, come non ricordare Emiliano Testi, Poletto, Ragnolini, lo sfortunatissimo centravanti, ex Lugagnano, Caio Gelmetti, infortunatosi gravemente al ginocchio dopo aver firmato 3 gol in 5 gare, 3°, 2° e 3° posto: questi i miei numeri in Promozione, dove non ero riuscito a sacrificare lo spettacolo, il bello del calcio, al pragmatismo utilitaristico della vittoria a tutti i costi, sempre!"
"Il mio allenatore preferito? Eugenio Fascetti: non perdevo un suo allenamento quando era alla guida dell'Hellas Verona, avendolo conquistato già dai tempi in cui allenava il Varese. Aveva trionfato in B col Toro, poi, aveva risanato i -9 punti di penalizzazione comminati alla Lazio. Di lui, due cose mi hanno colpito: l'essere innovatore del gioco a zona, del pressing, del fuorigioco e la sua grandissima disponibilità - maggiore di quella del mitico e riservato Osvaldo Bagnoli -, atteggiamenti preziosi e nel contempo comportamento da nobili signori della pelota dimostrati di più con noi colleghi dilettanti, anziché con i giornalisti".
Ed ancora "El Sganze": "Faccio ritorno a Bovolone (Eccellenza), dove ho lavorato per più di 30 anni, e nei primi giorni del ritiro di preparazione estiva sbandiero ai quattro venti grandi proclami di vittoria in quanto la società del presidente Vittorio Peroni mi affida due tra le più forti punte dell'epoca: Luca Moretto e Stefano Guandalini. Ma, poco dopo, il primo vola ad Este, in serie D, l'altro a Legnago, sempre in serie D. E, pago le loro partenze, assieme ai risultati che non arrivavano, con l'amaro esonero, il mio primo".
L'articolo 38 dell'Asso Calciatori ed Allenatori, l'AIAC, non gli permette di ritornare in panca prima di Natale: "Vado contro il regolamento, con tutto l'organismo capitanato dal presidente Luciano Semenzato che mi si scaglia addosso, regolamento oggi non più ragionevolmente in vigore da qualche stagione, e dico di "sì" al Team S.L.Golosine, beccandomi una squalifica di 6 mesi, la quale mi fa perdere la grande opportunità di guidare il Domegliara del presidente e immobiliarista Claudio Paiola, in Eccellenza, invito raccolto, invece - se non ricordo male - dal Ciacio, Orazio Barana. Inizia la mia terza fase, non riuscendo dopo 3 tentativi a regalare la storica Promozione all'Isola Rizza e mi dedico così alla politica a Sommacampagna".
Negli ultimi 10 anni, ritorno a Bovolone, alleno a Isola della Scala, a Bevilacqua, a Nogara (qui in Promozione, dopo tanta 1^ categoria), con l'eccezione che in questa forbice di anni, nella cosi detta terza fase, non parto mai da mister titolare, ma vengo chiamato a bocce già in movimento. Entrato sì in situazioni delicate, problematiche, ma ho sempre portato a casa la pelle".
""El fubàl" continua "El Sganze" "è cambiato rispetto ai tempi in cui, verso la metà circa dei ruggenti anni 80, avevo iniziato a cimentarmi con la panca, e alla guida dell'Under 23 (l'attuale 3^ categoria) delle Golosangeles (le chiamavamo così le Golosine!). Ricordo i venerdì notte, trascorsi a giocare a risiko, a casa di Giorgio Manzato, rischiando di dover dare di gombio per sbrinare i vetri delle nostre auto, se volevamo tornare a casa. Il sottoscritto, Andrea Taietti, Marco Rossignoli, Veronesi, Giramonte (poi, al L.R.V. e al Lecco), il portiere futuro Off.Bra (in Interregionale) Ghedini, il futuro bomber di Mantova ed altri club di serie D del NordEst d'Italia, Andrea Intrabartolo, classe 1972. Sì, notti intere, ad aspettare, come la famosa canzone "Come mai" degli 883..., sognando le vittorie ogni domenica pomeriggio. Ah, che ricordi, sempre più dolci quelli della passata gioventù vissuta nel calcio!"
Ora, a 72 primavere, "El Sganze" ama prendersi ritagli di tempo con la propria compagna Milena, dopo che il matrimonio con la prima donna amata in tutti questi anni gli aveva donato due splendidi figli maschi: "Un ritorno di fiamma, visto che era stata la mia prima fidanzata. Ma, gli studi in Agraria e la sua contemporanea partenza per inaugurare un'attività sulla nove all'ombra delle "Endorosade", ossia le superbe, leggiadre, auguste Dolomiti di Cortina d'Ampezzo avevano contribuito a inghiottire come certe fitte ed impenetrabili nebbie della Bassa Padana".
Ma, guai, dunque, a chi, parlando del dottor Claudio Sganzerla, gli salta in mente di considerarlo un "mister che vale una una cicca di tabacco"!...
Andrea Nocini



