La partita del Noce
VILLA BARTOLOMEA VS UNION BEST: 3-3, 4^ GIORN, 2^ CATEG. "C"

Una vittoria scaccia-pensieri per i giallo-rosso-neri de la "Villa", al "Pioppeto", a spese di un avversario che fino all'ultimo e con il coltello tra i denti ha cercato di non capitolare e di non perdere così il primato in condominio.
Nel penultimo Comune abbarbicato sugli argini dell'Adige, occupato dalle Valle Grandi Veronesi e minacciare - per lungo tempo della storia - dal dilagare di paludi (risolto, poi, con le opere di bonifica del territorio), torna a sorridere anche la realtà calcistica, presieduta dall'umile Lucio "Pininfarina" Albarello e guidata dall'abile "fantino", il chirurgo senologico Roberto Sandrini, ieri, quasi con il colbacco sia per il vento freddo che ha spirato per tutti i 90 e 8 minuti di recupero sia in omaggio, da tifosissimo del Toro, di mister Giancarlo Giagnoni.
E, del Toro, "La Villa", ieri pomeriggio ha preso la carica con cui è andato in campo, cercando di far smarrire nelle nebbie più fitte, più consistenti della memoria la pesante sconfitta di 3-0 patita al "Bertoldi" di Casaleone 7 giorni prima e successiva a un'altra gara di picche.
Comunità di campi fertili, di spighe di grano che in piena estate biondeggiano all'infinito, terra produttiva di una qualità unica di fagioli rossi, ma, soprattutto, stando alla poesia in vernacolo di Angiolo Poli ("El me paese"), "Da l'Adese fin zò, alla Cesolina, te conoso, o bel paese, dale done bele!" (Dall'Adige fin giù, fino alla Chiesetta, ti conosco, o bel paese, popolato da belle donne!"
Di belle fidanzate si sono viste anche sugli spalti, senza copertura al "Pioppeto", anche se non tutte autoctone, indigene, originarie di Villa Bartolomea, ma, anche in campo qualche giocata di fino e qualche bell'elemento lo abbiamo segnato sul nostro taccuino.
Parliamo di Gioele Faccini, classe 2002, e di capitan e dottor Francesco Zuccotto, classe 1997: il primo, ex Scaligera, dotato di dribbling e di un lancio mirabolanti, fisico asciutto tipico dell'esterno alto, ma anche di centrocampo, con l'11 sulla schiena.
Per quanto riguarda il n.6, Zuccotto sr, ottima la regia difensiva e qualche puntatina in avanti, in ispecie quando lo chiedeva l'occasione, ossia quando i sorgaresi-erbetani di mister Mattia Pasotto hanno inforcato - nella ripresa - il motorino a presa diretta, il Ciao, e si sono riversati a testa bassa nell'area avversaria ben difesa da Florian Rruga, classe 1996, un albanese che ricorda nella corporatura e nelle parate "in qualche modo, basta che la palla non entri", il grande Claudio "Garellik" Garella.
Partita che, a nostro avviso, avrebbe potuto risparmiare qualche giallo di troppo, soprattutto quando il bottino sembrava avvicinarsi sempre di più all'Union Best, se il giovane e interessante arbitro avesse estratto anche nel primo tempo due-tre rettangolini in più.
Grande la prestazione del centravanti locale Mattia Rigobello, classe 1997, dal fisico e dalla corsa alla Hubner, ma, con più vocali sonanti ogni volta che toccava le zolle.
Ma, riferendoci sempre al Toro dell'ultimo scudetto del 1975-76, "El Rigo" ha imitato Paolino Pulici, uno dei "gemelli del gol" granata assieme a Ciccio Graziani, deviando di testa e in tuffo un traversone da destra a sinistra scodellatogli dal generosissimo Mattia Coraini da Bevilacqua di Verona.
Ha dato tutto, forse, anche un trauma alla caviglia (speriamo proprio di no, per lui e per tutto il Villa!) Gabriele Crivellaro, classe 2002, idem con patate, pardòn, con fagioli specialità del luogo, il suo coetaneo Mattia Coraini, con la pesante eredità della maglia n.10 sulle spalle. Sua la punizione a fil d'erba, calciata a quasi l'altezza dell'out, che ha sorpreso l'estremo Boniardi, che ha perduto il gioco della carambola palla-faccia interna del palo alla sua sinistra.
Del 2004 mahgrebino Hassan Daou, il tapìn vincente, a porta vuota, a materializzare in fondo al sacco un altro prezioso traversone rasoterra al centro dell'area, servitogli in direzione sinistra-destro-centro - sugli sviluppi di un contropiede - ancora una volta dall'inarrestabile "Cora".
Altro marcantonio Tommaso Marchesini, classe 2003, il compagno della figlia del mister Sandrini, pronto a dare anche la vita - finora soltanto una caviglia, quella dell'arto sinistro - per ingraziarsi la bella amata, anche se sono in pochi a sapere che con il mister-chirurgo sono rari i giocatori che si portano a casa la casacca. Magari sì quella di riserva, ma non certo quella di titolare inamovibile!
L'Union Best del diggì, il geom. Nicola Zuccotto, della "memoria storica" Adriano Bissa, della gentile portacolori signora Paola, del presidente Claudio Bellòn e del vice-presidente, il maestro gioielliere "Bicio" Bonato, ha giocato troppo di fino, ha sciabolato di fiorino, contro un avversario che ha subito estratto e chiesto di impugnare lo spadone, la carica e la giusta cattiveria agonistica, quella che ha sempre contraddistinto i giocatori del Toro, aizzati dal fragore della Curva granata che ribolliva nel vecchio "Comunale" all'ombra della Mole Antonelliana.
Abbiamo rivisto il duemillenario portiere di Isola della Scala Cristian Boniardi, che ai tempi della sua milizia nell'Arzignano, in serie D, ha fatto in tempo a conoscere la grinta dell'allora trainer Vincenzo Italiano.
Tutto sommato generosa la prestazione del centravanti albanese Romario Gjoka, classe 1998, chiamato a non far rimpiangere il duemillenario rumeno Gheorghe Circiu soprattutto ai nostalgici fans sorgaresi-erbetani, che chiedevano sugli spalti dove fosse mai finito il centravanti prolifico esploso al "San Giuseppe" di Erbé.
Dotato di un out chilometrico, è stato il traduttore dagli 11 metri del secondo gol dell'Union Best, esattamente dal plotone d'esecuzione; penalty comminato per punire un innocente fallo di mano in area colpita dal navigato, dalla "bandiera 1993" Lorenzo Pasquìn su tentativo di spazzar via il bollente proietto di cuoio effettuato da un compagno della retroguardia.
Combattente di razza su tutti i palloni, ispiratore e concretizzatore in area avversaria il n.18 Alessandro Caset, classe 2001. Più felicemente concreto di lui il n.19, classe 2002, Lorenzo Tegani, firmatario del primo gol, quello della rimonta (con conclusione rapida a fil di palo, quello più lontano da "Garellik" Rruga.
Andrea Nocini



