La partita del Noce

Andrea Nocini • 20 ottobre 2025

PESCHIERA vs CAPRINO – 1ª Categoria Girone “A”, 6ª di andata: 1-2



Sul sintetico del “Manuel Cerini”, separato dall’imponente fortezza austroungarica costruita nel 1855, un tempo ospedale e poi carcere militare, il Peschiera ospita un Caprino travolgente. A fare gli onori di casa, l’ex senatore Umberto Chincarini, anima e presidente del club arilicense, quattro volte sindaco e memoria storica di una città che deve il nome alle sue antiche peschiere di anguille — quelle stesse che oggi svettano nel gonfalone cittadino, simbolo di un passato laborioso e genuino.

Gli arilicense, così chiamati dai tempi della dea Arlica, si trovano di fronte un Caprino esuberante, neopromosso ma pieno di carattere, guidato dal mitico Guerrino Gelmetti, “El Squiri”, classe 1958, il mister dei due mondi: Italia e Brasile. A sorreggere la baracca montebaldina, la famiglia Maestrello: l’avvocato Lino, interista di ferro, presidente; e suo figlio Davide, anche lui avvocato e direttore generale.

«Abbiamo le maglie come il SudTirol, rosse con pantaloncini neri» racconta Davide Maestrello. «Nessuno crede alla nostra salvezza, ma vogliamo dimostrare che possiamo restare qui». E non è poco, considerando che nel 2020 il Caprino era ripartito da zero, in Terza categoria. Quattro anni dopo conta 170 tesserati, settore giovanile rifondato e un entusiasmo da squadra di paese che sogna in grande.

A guidare i ragazzi sul campo, un monumento vivente del calcio: Marco “Rolex” Zamboni, classe 1977, ex professionista di Chievo, Juventus e Spal. Libero vecchio stile, come non se ne vedono più, cuore e cervello della difesa.

Con uomini così, l’obiettivo non può essere solo la salvezza. Basti pensare a Manuel Leardini (1991), ex Eccellenza e Serie D, o al team manager Michele Cossato, bandiera del Chievo dei miracoli. E ancora: Alessio Hiseni, ex nazionale albanese, il pastrenghese Alberto Brentegani — nipote d’arte calcistica — e in porta il veterano Federico Cecchini. Una squadra da romanzo popolare, più che da classifica.

Dall’altra parte, il Peschiera di Chincarini non è da meno. Tra i protagonisti, Carlo Alberto Calvetti, ex Cerea, regista elegante e preciso; e Luigi “Vola” Palomba, ex Concordia, insieme a Riccardo Risi — ribattezzato “Dino Risi” per le affinità col celebre regista. A sostenerlo dagli spalti, la mamma Cinzia Zaglio, politica battagliera di Castelnuovo, e la compagna Lisa, “dagli occhi color castagna”. In tribuna, anche papà Edo, ex libero e pescatore di anguille, che vive la partita come se fosse ancora in campo, con la maglia numero 21… immaginaria.

La gara parte a fuoco: al 2° minuto, “il leone del Maghreb”, Mohamed Rkaiba, classe 1989, sfrutta un’incertezza del giovane portiere Zoffi e porta avanti il Caprino. Rkaiba, nato a Casablanca, è una furia di grinta e talento: segna, ruggisce e sembra danzare sulle linee difensive avversarie.

Il Peschiera accusa il colpo, ma nella ripresa cambia passo. Trascinato da Riccardo Risi e dal sempre generoso Gordi Drittan (1987), ex Sona, i rossoblù ritrovano anima e gioco. Dopo la pausa, sfiorano il pari con Fabio “Cosmi” Sersa, l’ex di turno, e poi con il giovane Francesco Zanusso (2006).

Ed è proprio Zanusso, al 10’ della ripresa, a realizzare l’1-1: servito da Luis Domi, infila Cecchini con un tocco secco, “colpo di revolver” da centravanti vero. Lo stadio esplode, Peschiera si rialza e prende fiducia. Al 23’, ancora Zanusso colpisce un palo clamoroso: la rimonta sembra nell’aria.

Ma il calcio, si sa, ama gli scherzi crudeli. Al 33’, in un contropiede perfetto, Riccardo Cappagli (1994) — n.19 del Caprino — disegna un pallonetto diagonale da sinistra, preciso, beffardo, da manuale. Il pallone scavalca Zoffi e si adagia in rete come una piuma. Un colpo d’autore che vale tre punti.

Il portiere può solo guardare, impotente, come chi contempla un destino già scritto. La rete si gonfia e sembra ridere di lui. Non è quella delle barche di Arlica, ma è pur sempre una rete: crudele, poetica, definitiva.

A fine gara, applausi per tutti. Il Peschiera perde, ma esce con onore; il Caprino vince, ma soprattutto convince. La matricola terribile si candida così a mina vagante del girone, assieme a Consolini, Concordia B.M., Montebaldina Sona United e Lugagnano.

Non male, per una squadra risorta dal nulla e guidata da un “mister dei due mondi”, un avvocato interista e un gruppo di uomini che al calcio danno ancora un’anima.

Sul fondo del campo, mentre cala la sera, l’ombra della fortezza austroungarica si allunga sul sintetico. Le luci si spengono piano, e sembra di vedere, tra le ombre, due anguille arilicensi che si rincorrono ancora, come a ricordare che anche qui, tra il lago e il Baldo, il pallone resta una cosa viva.


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