La partita del Noce

Andrea Nocini • 3 novembre 2025

ATLETICO CITTA' DI CEREA VS TURCHESE CALCIO (RO): 1-1

PRIMA CATEGORIA VENETO GIRONE D

Al “Pelaloca” sotto una pioggia battente che ha frustato i 22 protagonisti in campo per tutta la durata della sfida, il “Piccolo Toro” di mister Luca Monastero è costretto a raggiungere sull’1-1 l’improvvisata “fuggiasca” Turchese, matricola alle porte di Rovigo, allenata da mister Luca Socciarelli, realtà che rappresenta la comunità e la passione calcistica della polesana Fenil del Turco.

Bella partita, inscenata da due modi diversi di intendere il calcio: più ricercata la manovra dei padroni di casa dell’ormai prossimo 80enne presidente Diego Piva (il 26 novembre spegnerà le candeline sulla personale torta), uomo amatissimo dai suoi ragazzi, in testa da Emanuele Crema, classe 2003, che lo ha definito “umano più di un padre, amorevole e affettuoso come un nonno”.

Ed è stato proprio Crema a pareggiare, sugli sviluppi di un corner calciato da sinistra da Valentini, trasformando il traversone nell’area piccola in un diagonale imprendibile per l’estremo rodigino Kevin Braggion, classe 2004.

Ospiti polesani in vantaggio nei primi minuti grazie a un calcio di rigore trasformato dal centravanti Andrea Bardòn, classe 1997, ex Allievi Nazionali di Bologna e Spal, ex Eccellenza con Giacomense e Loreo, protagonista l’anno scorso — con i suoi 19 centri — del balzo in Promozione della padovana La Rocca Monselice, squadra con cui si era già piazzato al 3° posto due stagioni or sono.

Già, Bardòn: un elegante Cristian Vieri, capace di sfruttare ogni minimo errore avversario. Alto 190 cm, come il 2002 Stefano Braghin (n.14), il “bocia del ’99” Luca Bacco, il 2006 Federico Sinigaglia e il 43enne (1982) Filippo Tombola, col 20 sulle spalle.

Turchese più bella e concreta nel primo round, al termine del quale si è vista sfumare — come la nebbia che sale agli irti colli, sfiorata dal vicinissimo passaggio del treno che collega Cerea a Mantova — la possibilità di allungare.

Rodigini esistenti a livello creativo fino a quando non si sono scaricate le pile Duracell in possesso del n.8 chiozzotto Ivan Ceggiòn Boscolo (classe 1992), del n.10 Abobaker El Anbri (1994) e dell’evergreen Filippo Tombola (1982, 43 primavere e non sentirsele!), con il 20 sulla maglia.

Buona l’intesa tra il n.11 Ettore Gasparini (classe 2003, ammonito) e il centravanti Baldon, gioia di mamma Fiorella e papà Carlo.

Un pari che tuttavia costituisce il calice mezzo pieno per gli ospitanti del dirigente biancogranata Gelmino Cazzola e per il “re della poltrona-sedia in stile”, il massimo dirigente Diego Piva, artigiano di successo in Slovacchia, ex giovanissimo rampollo della Diccì ceretana a soli 19 anni, e zio del potente dirigente di istituto di credito della bassa veronese, Flavio Piva.

Ci è piaciuto rivedere in campo Pietro Fadini, classe 2005, rampollo della potente dinastia — e omonima ditta casaleonese — delle automazioni per cancelli e porte.

Stesso discorso per l’ing. Karim Taouriri, classe 2000, e per un altro ex isolarizzano-roverchiarese, il “parigino” Lofti.

Sugli scudi ceretani, il n.7 Valentini, gran generoso assistman e buon dribblomane; lo stesso merito va ascritto al n.10, il 2002 Tommaso Martin.

Ci si aspettava qualcosina di più sotto rete da bomber Diego Rossetti, classe 2004, in buona media realizzativa ma ieri pomeriggio con le polveri bagnate.

Intanto si attende come la classica manna dal cielo il recupero dell’ex Juniores Nazionali del Legnago Salus, il 1995 Fabio Olivieri, anche ex Bevilacqua Calcio (i sanitari ceretani parlano di guarigione oramai prossima!).

Ha corso molto Valentini, un po’ meno il “barone” Francesco “Totti” Barotto, il cui nonno fu toccato dal lutto della tragedia di Vigo di Legnago, consumatasi nel lontano 1951: due le persone assassinate, e l’avo — mai coinvolto direttamente — fu solo una delle parti lese.

Si è speso anche il casaleonese dagli occhi viola, il polacco “Zibì Boniek” Kevin Ambrosi, ex Nogara Calcio, laureato in Scienze Motorie all’Ateneo scaligero, classe 1999. Da lui ci si aspettava la ciliegina sulla torta della vittoria: più tiri in porta avversaria e meno tuffi imploranti il fallo, al punto da inzaccherarsi dalla punta dei capelli ai bulloni degli scarpini, passando per casacca e pantaloncini sportivi.

Ceretani leggermente a corto di energia nella seconda parte della ripresa: il passaggio agli ottavi di Coppa Veneto di Prima Categoria, conquistato mercoledì scorso nella gara di qualificazione vinta dai biancogranata di mister Monastero contro la capolista Montagnana (1-0), è sicuramente costato energie supplementari agli atleti del presidente e “re delle poltrone e sedie in stile antico”, il vulcanico, ironico, passionale e scaramantico artigiano Diego Piva, annus domini 1945.

Negli ultimi concitati minuti della “pugna” è passata, per un paio di volte, la littorina: il pendolino che unisce Cerea a Mantova, Sanguinetto e Legnago. Era di color turchese… ma gli ospiti si sono visti pochissime volte a impensierire l’estremo di casa, Alessandro Rossignoli, classe 2001.

E il treno — che la scaramanzia locale vuole foriero di gol — non ha né sbuffato né fischiato.

Il direttore di gara Tommaso Ferracìn, della sezione AIA di Schio, invece sì: con il triplice fischio finale ha riportato tutti i protagonisti sfibrati nei rispettivi spogliatoi, invitando entrambe le fazioni a festeggiare il calice mezzo pieno, più che mezzo vuoto.

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