La partita del Noce
ACD Cologna Veneta – ACD Zevio: 0-1 Promozione Veneto Girone A

Al “Comunale” di Cologna Veneta – ancora privo di una titolazione ufficiale, e chissà che un giorno non possa essere dedicato al grande Luigi “Gegè” Fuìn (1928-2009), mediano giramondo tra Hellas, Palermo, Lazio e persino Juventus, con una Coppa Italia conquistata nel 1958-59, oppure allo storico dirigente Gianni Fabris – è andata in scena l’ennesima affermazione dell’ACD Zevio di mister Andrea Annechini. Una vittoria costruita nonostante le assenze pesanti: oltre ai già infortunati Matteo Manganotti e Alberto Castagna, mancava anche Enrico Eller, un altro tassello fondamentale nell’assetto bianconero.
La partita principale della 12ª giornata del girone veneto di Promozione ha visto uno Zevio determinato sin dai primi minuti. Il primo tempo è stato infatti dominato dagli ospiti, intenzionati a portare a casa il bottino pieno a tutti i costi. Il gol decisivo è arrivato al 54’, grazie al solito Youssef El Qorichy, che ha sfruttato alla perfezione il traversone arrivato dal fondo sulla sinistra dal giovane Aguibo Sambu, classe 2006, autore di una giocata pura, istintiva e preziosissima.
Dopo il vantaggio, lo Zevio ha amministrato con maturità, ma il Cologna Veneta non è rimasto a guardare. I gialloblù, guidati dal tecnico lupatotino Matteo Girlanda, riconfermato dal diesse Daniele Pàttaro, hanno reagito con energia, mostrando carattere e una sorprendente qualità nella circolazione di palla. Una squadra giovane, frizzante, organizzata: l’identikit di chi non vuole arrendersi mai.
Tra i locali, hanno brillato i fraseggi eleganti di Alberto Albarello, interessante classe 2006, e le ripartenze sulla sinistra dell’ala senegalese Faye Magaye (2007), rapido e imprevedibile. Da applausi anche la personalità di Diego Bernardinello (2001), ex enfant prodige del settore giovanile dell’Hellas Verona, e la sicurezza del difensore Francesco Lissandrini (1996), figlio dell’ex tecnico Maurizio, oggi pilastro della retroguardia colognese.
L’occasione più ghiotta per il Cologna è arrivata al 56’, con il centravanti e vicecapitano Alessandro Dal Lago (2000), autore di un destro potente che ha costretto il portiere zeviano Giacomo Mazzei (2004) a un intervento prodigioso: pugni fortissimi, palla in angolo e brividi in tribuna.
Spunti positivi anche da Edoardo Giaretta (2007), nipote di Federico, ex Allievo Nazionale dell’Udinese e protagonista della prima edizione della “Champions League” giovanile nel 1999, quando decise la finale contro il Real Madrid. In tribuna, a seguire il giovane Edoardo, c’era anche papà Andrea Giaretta, l’ex “Maldini dei dilettanti”, oggi stimato manager.
Sul fronte Zevio, la capolista del presidente Giorgio Scandola e del diesse Luca “Elvis” Pellizzari ha mostrato un collettivo solido, in cui quasi tutti hanno brillato per intensità, concentrazione e spirito di sacrificio. In particolare, da rimarcare la prova del combattivo numero 7 Matteo Giordano (1999). Promettono molto anche i giovani Cristian Pasetto (2006), ex Bovolone e Albaronco, il gigantesco Marco Cordioli (oltre 195 cm, classe 2006) e il roccioso Cristian Parisi (2005). Un vivaio che sembra pronto a garantire il futuro della società bianconera.
Ottima anche la direzione arbitrale del veronese Andrea Cortella, affiancato dagli assistenti Jacopo Nevada Padovan (AIA Schio) e Valentino Lazzarìn (AIA Chioggia Sottomarina): una terna precisa, attenta e ben posizionata.
A bordo campo, come sempre, un’altra “partita nella partita”: profumi irresistibili dalle griglie del celebre “Trio Sopressa”, composto dai tre Bressan – il leggendario “Mexico”, il simpaticissimo Silvano e il più esperto Pasqualino, da quarant’anni al servizio del Cologna e non solo. Spiedini, pollo, luganeghe e salamelle: un assedio gastronomico capace di mettere alla prova chiunque. Il tutto reso più docile da un bicchiere di brulè al Rosso della Valpolicella, perfetto antidoto ai rigori del freddo novembrino.
Accoglienza impeccabile anche da parte del direttore generale Renato Martinelli, ex difensore del “Dogi gialloblù” dell’Est-Sud-Est, che ha mantenuto la tradizione di offrire mandorlato agli ospiti: un gesto gentile, ripetuto negli anni fin dai tempi di Gianni Fabris, quando si arrivava al campo in sella a una Vespa 125 color carta da zucchero. Ricordi di un calcio romantico, che scorre, proprio come l’acqua del fiume Guà, accanto all’antica roccaforte di Cologna Veneta, un tempo famosa per i suoi cordami destinati alle navi della Serenissima.



