METTI A TAVOLA "DA MELOTTI" FUBAL, RISOTTI, VECCHIA SCALIGERA, NUOVA MONTEBALDINA SONA UNITED

Andrea Nocini • 16 ottobre 2025

Dal risotto al "fubal"

Isola della Scala, capitale del riso vialone nano, sta concludendo la sua prestigiosa fiera.
Approfittiamo di un'ancora tiepida serata di primo autunno per mettere a tavola, nella "Risotteria Melotti" davanti alle specialità di riso cucinato dagli imprenditori titolari del ritrovo (Luca è il presidente della Scaligera Calcio), la vecchia Scaligera e la nuova...come gestione, Montebaldina Sona United. Gestione affidata al diesse Leonello Prati, classe 1963, forte dell'esperienza che lo guidò giovanissimo (allora 24enne) dei giallo-rossi isolani; che in dieci anni balzarono dalla 2^ categoria (vice-presidente era l'imprenditore del luogo Luciano Savioli) all'Eccellenza.
Più, aggiungi un pizzico di Federcalcio e LND, rappresentato da Gianni Guardini, classe 1953, uno dei co-fondatori del "fubàl" ad Arbizzano, dopo essere stato nominato come calciatore dai "piedi educati" "Brazìl" nel Parona, e prima di fare la scalata al vertice del C.R.V. FIGC-LND, a Marghera (2004-2010), ed ora Capo Delegazione della Nazionale Italiana Under 15 della LND, presieduto dal dr Giancarlo Abete (dal 21 marzo 2022), ex Presidente della FIGC nazionale (20O7-2014).
Già, la Vecchia Scaligera! Era quella che rispecchiava la forza di arrivare, il carisma di Roberto Bissoli, soprannominato "Rambo" per la sua grande capacità di emergere in tutti i rami in cui si muoveva, potente esponente della Diccì dorotea.
Suo "delfino" sia in politica che nel calcio era Leonello Prati: ""Rambo" racconta con un comprensibile magone alla gola l'attuale diesse della Montebladina Sona United, da sempre innamorato del calcio "mi disse: "Io faccio il sindaco, e dei giovani di Isola cossa fazemo? Provèmo, dai, Leo!".
Mister dei giallo-rossi, allora in 2^ categoria, era il migliore sulla piazza: "Erickson" Paolo Viviani, bancario, sotto le cui briglie il destriero giallo-rosso balzò fino all'Eccellenza.
Sempre Prati ricorda che quel gruppo, composto dai vari Nicola Tommasetto, Billiani, portiere Signoretto, un inedito Christian Zaffani (l'attuale massimo dirigente del Vigasio Calcio), il quale era giunto come attaccante dall'ASC San Zeno Vr del "gran patriarca" Gianfranco Casale, ex giocatore della Casertana e scopritore di giovani talenti.
"Poi, il salto in Promozione direttamente dalla Prima" continua a svolgere il bobino dei ricordi Prati "avvenne non in campo, ma rilevando il titolo conquistato dal Bonferraro dell'imprenditore nel ramo dei macchinari utili per l'irrigazione nonché presidente , il compianto Francesco Gamberini, e dal gruppo guidato dal "fantino" di Castel d'Azzano Adelchi Malaman, ex Catania. Quindi, l'anno successivo ci piazzammo al secondo posto, perdendo il treno diretto in Eccellenza proprio nello scontro diretto svoltosi a Bardolino, in casa dei giallo-blu lacustri guidati in attacco da bomber Francesco Biasibetti, fiorista del 1962 ed ex enfant prodige delle giovanili dell'Hellas Verona, di Pietropoli, di Viola, di Lodi".
Nel 2003 si chiude la parentesi di Prati come diesse della Scaligera: "Cedemmo il titolo di Promozione al Cerea dell'imprenditore e pastaio Doriano Fazion da Casaleone. Lascia un fubàl più organizzato, più vissuto da appassionati volontari, forte della presenza di "bandiere" e di "fedelissimi", senza le righe segnate da un bianco smarrito, come invece riscontro oggi".
Leo, come mai il calcio a Isola della Scala, dopo il vostro decennio importante, ha vissuto continuamente alti e bassi (oggi la Scaligera è in Prima categoria)
"Il calcio va vissuto sotto l'aspetto organizzativo e di strutturazione. Oltre alla famiglia Melotti, nessun imprenditore si è affacciato per far riprendere alla Scaligera il suo vero posto nel panorama del calcio dilettantistico veronese. Pensa che da noi, si era venuto ad allenare, ogni giovedì, tanto era funzionale la nostra impiantistica e tutto il contorno, l'Hellas Verona dei mister Gigi Cagni, Guidolìn, Ficcadenti. E, da sempre, la prima cosa che guardano le società professionistiche è la qualità del terreno di gioco e la validità-comodità di un impianto sportivo".
Per Luciano Savioli, imprenditore sempre appassionato di calcio ed oggi felice nonno, il calcio deve rimanere occasione di incontro, di dialogo, di scambio di idee e di progetti, di conoscenze, di sforzare di capirsi l'uno con l'altro: "Cambiano gli attori e si "dipende" ogni volta dalle differenze di natura economica e della quantità d'investimento che vuoi fare nel calcio. Il calcio, parodia di una comunità, ha bisogno di imprenditori locali appassionati, i quali sono sempre di meno perché "el fubàl", alla pari della politica è totalizzante, ti richiede impegno, ore sottratte alla famiglia, sudore e sacrifici, oltre che aggiornamento sui nuovi regolamenti della Figc. I club dilettantistici sono ormai una sorta di Sas, con tanto di commercialista alla portata".
Ed ancora "El Savio": "Nel 1987 fui gettato nell'agone calcistico da un grandissimo...buttafuori ed amico - nato a Castelnuovo del Garda, emigrato con la famiglia in quel trevisano Oderzo, che ha dato i natali a Zigo-gol, e in cui militò come difensore dalle leve inferiori robuste, per poi trovare lavoro presso l'Ufficio Daziale, delle Imposte Dirette, proprio qui a Isola. E, ad affondare le proprie radici, farsi una famiglia e sfondare nella politica".
Poi, Savioli abbozza un paragone abbastanza significativo: "Sono stato, è vero, molto vicino ed amico di Doriano Fazion, nei 3 anni vissuti, qualche stagione fa, a Sona, e devo dire che Doriano è stato a Cerea come "Rambo" (Bissoli) a Isola della Scala. Sono stati entrambi i metronomi, la bussola di entrambe le società che hanno capeggiato. Con la differenza che "Rambo" non ha mai toccato il cielo della serie D, mentre Doriano sì".
Anche Gianni Guardini condivide quanto pronunciato sopra dagli amici dello stesso tavolo: "I problemi del calcio si possono palpare con gli occhi: iniziano dai nostri vivai, riguardano società, allenatori (che devono essere educatori, allevatori delle più giovani leve), organizzazione, strutture, impiantistica (non puoi mica allenarti in 4 squadre in uno stesso rettangolo di gioco!).
Ancora Savioli: ""El Leo", lo conosco bene io: è molto ambizioso e, secondo me, a Sona, con la Montebaldina United ha creato un gruppo forte, che può arrivare lontano, molto lontano!"
Tutti assieme rinunciamo al dessert propostoci dalle gentilissime donne - in testa, Barbara - che ci hanno deliziato con la loro premura, con i loro suggerimenti nelle scelte di questo o quest'altro piatto.
Del resto, il menù è stato da "piatto ricco, mi ci ficco!", con un tagliere di antipasti popolato da affettati e dominato dalla gustosa caciotta Melotti, il "formaggio ubriaco", sic et simpliciter!, chiamato così perché si narra sia erroneamente caduto in una botte di vino, e ha preso il gusto sia della bevanda che del riso di cui è impastato.
Poi, a seguire, tris di risotti: all'isolana, con capesante, anatra muta ed arancia.
Il tutto innaffiato da “l'Imperfetto", Superiore Valpolicella della Cantina Buglioni, e da una bottiglia mignòn di Masi Campofiorìn, un Rosso Verona, né Valpolicella né igt (acrostico, questo, che sta indicazione geografica tipica, e indicante vini prodotti in aree generalmente ampie, ma secondo dei requisiti specificati nei vari disciplinari).


Andrea Nocini


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