LA PAUSA DEL “TYCOON” VIRTUSSINO GIGI FRESCO

Andrea Nocini • 6 marzo 2026

Una pausa dopo 54 anni di panchina: il patron-allenatore lascia momentaneamente il timone della sua Virtus.

Stavamo per consegnarci alle braccia morbide di Morfeo quando ci è giunta la notizia del passo indietro fatto da Gigi Fresco circa la conduzione tecnica della “sua” Virtus VR.
Durata non 44, ma 54 anni, perché Gigi ha iniziato a guidare le piccole leve rosso-blù quando erano pochi i mesi che lo separavano dai suoi allievi.

I risultati che faticano ad arrivare, una vittoria che al “Gavagnin-Nocini” non si vede da quasi un anno (da quella firmata da Gatti contro il Lanerossi Vicenza), il tempo che non risparmia niente a nessuno, qualche problemino personale (vedi le ultime vicende giudiziarie), l’amatissima mamma Rina, che non vediamo sugli spalti da un paio d’anni e che lo impegna per il resto della giornata che non è dedicato al calcio.

Ma, conoscendolo da una vita, mio “rivale” nella conquista della maglia n. 2 di terzino destro degli Allievi allora guidati da Lele Fiocco, mio coetaneo (lui è nato il 4 aprile 1961, io invece il 2 agosto dello stesso anno), sono convinto che Gigi non potesse abbracciare una scelta migliore.
Ricordando che ora lo distacca dai suoi ragazzi solo la panca, non la scrivania né la cassaforte, in cui ha depositato – con alcuni notai di fiducia – la piena proprietà della “creatura” Virtus VR.

Abbiamo avuto anche il coraggio, a differenza di altri colleghi giornalisti veronesi, di confessare, nell’ambito di una conferenza stampa tenutasi al termine di una gara vissuta al “Gavagnin-Nocini”, di “averlo visto più calmo, meno isterico” nel suo continuo richiedere al direttore di gara l’intervento della VAR anche per episodi non del tutto rilevanti, al fine di stoppare e spezzettare la partita.

E lui ci ha guardato un po’ sorpreso da quello che era da intendere e da interpretare assolutamente come un complimento per il miglioramento comportamentale assunto in panca, da non equivocare con l’offensivo “ti vedo sul carrello dei bolliti… di calcio”.

Speriamo che la scelta di Tommaso Chiecchi, scuola Chievo ed apprendistato Ambrosiana, riesca a portare quello scossone psicologico giusto che quasi sempre s’accompagna a un avvicendamento tecnico.
Ma siamo convinti che, appena si aprirà anche il minimo spiraglio, “el Gigi” saprà nuovamente saltare in groppa al suo destriero borgo-veneziano, la cui corsa scandisce da 54 anni e più il battito del suo cuore rosso e blu.

A presto in panca, “Ferguson dei poveri”.

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