ARES CALCIO VR vs JUVENTINA VALPANTENA: 0-1
Il “derby del progno Pantena”

Quello disputatosi ieri pomeriggio in via Pergolesi, in Borgo Santa Croce, tra l’Ares Calcio VR di mister Massimiliano Corsi e la Juventina Valpantena dell’omologo Cristian Cordioli, arriva — 0-1 — ai bianconeri del presidente Ivan Ferraro, rappresentato sugli spalti dai fondatori-promotori del “fubàl” poianese, in testa il classe 1946 Silvano Arbetti (80 primavere e non dimostrarle… a febbraio), scortato dall’inseparabile Paolo Antolini, suo vice.
Quando l’ex titolare dell’omonimo supermercato salì in trono, riuscì a ispirare il “matrimonio” tra le due sponde, quella poianese e quella “aretina” bianco-nero-fucsia, da una ventina d’anni rappresentata al suo massimo vertice da Adriano Verzini, classe 1952, padre di tre figli, l’ultimo Alessio, tesserato sempre con la scuderia Ares Calcio VR nel calciotto.
Ed era stato proprio Arbetti ad averci visto giusto, non solo genio del mercato ma anche a livello pallonaro, decidendo di cambiare la matricola Juventina Poiano in Juventina Valpantena, “perché il calcio poteva abbracciare una fetta più ampia di appassionati di frazioni e paesi vicini della Valpantena, dai cui piedi parte orograficamente il progno Pantèna e da lì l’omonima e rinomata valle, che guida a Bosco Chiesanuova”.
Di acqua ne è passata dall’inizio degli anni ’80, quando la scoppiettante Juventina Poiano, allora diretta dal più alto scranno dall’autotrasportatore Graziano “Sigaro” Riolfi, saliva, con mister Roberto Anesi — suo ispiratore a lungo — in Prima Categoria, contornandosi dei talentuosi bomber Riccardo Gregorotti e Fabrizio Sona (attuale mister lupatotino), di Gigi Manganotti, dei fratelli e cugini Antolini (poianesi doc), di “Chicco” Bussinello (tra i pali), di Ermanno Tacchella, di Cambioli e del meglio che in quel contesto storico il “fubàl” nostrano potesse offrire.
Bianconeri che cercavano il loro spazio sgomitando con i “cugini” più ricchi delle Off. Bra di Quinto del rag. Mario Nicoletti e di mister Giancarlo Gatti.
Poi il suddetto matrimonio con gli aretini, con 470 tesserati, che facevano paura alla vicina “cantera virtussina”.
Tornando al presente, e lasciando i polverosi scaffali — in cui tra i massimi dirigenti ci era finito anche il trattore del luogo e “La Pesa”, Rolando Ballarini — la gara l’ha decisa già al 2° minuto e qualcosa il n. 11 ospite Nicholas Pettenella, classe 2005, il quale concludeva un’azione personale fatta di una puntata in avanti, scagliando la sfera alle spalle dell’estremo difensore aretino, direzione incrocio.
Campo al limite della praticabilità, gara combattuta fino all’ultimo minuto come richiede un derby ante litteram, caratterizzato da alcune spigolosità evidenziate da due rossi comminati — uno a testa — e ben 7 gialli.
I padroni di casa sfioravano il pari, sempre nel primo tempo, con il colpo di testa del n. 5 al 21’: bravo a deviare un traversone, sfortunato però nella conclusione.
Nel motore poianese hanno ruggito come due motori i leoni “Skizo” Stefano Rognini, classe 1989, e Ottocento Enrico, classe 1998, ex Eccellenza: un autentico TGV o Frecciarossa quando, palla al piede, orienta la sua corsa dritta verso la porta avversaria, disdegnando magari di servire la sfera al compagno geograficamente più alto e più vicino a lui.
Due squadre che hanno fatto della combattività e della voglia di prevalere l’una sull’altra la propria grande molla, che dovrà spingere fuori dalle zone bollenti della graduatoria gli aretini ed accompagnare sempre più verso i play-off i bianconeri poianesi.



