ADC COLOGNOLA AI COLLI VS POL. BRENDOLA: 1-0

Andrea Nocini • 16 febbraio 2026

Tra Carnevale e Pasqua, sull’erba dell’Ugo Fano va in scena una domenica di calcio, memoria e destino 

Il campo sportivo di Colognola ai Colli, l’“Ugo Fano”, come l’avvicinarsi della Santa Pasqua.
Gli ultimi giorni del Carnevale 2026 hanno donato, hanno fatto cucinare in tutte le salse quintali di gnocchi a tutti i veronesi: quelli che, in questi giorni di baldoria e di vittorioso “scostumato profano” sul rigoroso “rispetto dei principi morali e della decenza” proclamati dal Mercoledì delle Sacre Ceneri, hanno invaso le strade per fare da festosa ala alle più strane e originali maschere, issate sui carri, immerse nelle stelle filanti e popolate — i “cingolati” della vecchia cultura contadina italica — da giovani dal sorriso non sempre autentico, ma comunque speranzoso circa i capricciosi eventi confezionati dal destino, dal fato.

Non è riuscita la ciambella col buco, la settimana prima, qui all’“Ugo Fano”, alla giovane compagine dell’Union MC, battuta per 1-2 dal Real San Zeno Arzignano. Sono però riusciti a meravigliare i “grostoli”, le dolcissime “chiacchiere”, i fragili “galani”, i colligiani del presidente Tiziano Tregnaghi: 73 primavere e non sentirle, un impegnativo hobby — il calcio — con cui combattere la noia e la paranoia che la pensione inevitabilmente comporta.

Ed oggi, sparring partner dei padroni di casa nerazzurri, sono stati i forti vicentini del Brendola di mister “‘O Lione, Luis” Vinicio Corato, guidati in prima linea dal “John Hawkwood” di turno, dal “Giovanni Acuto” (nato in Inghilterra nel 1320, morto a Firenze nel 1394), ovvero dal più valoroso e vittorioso capitano di ventura, il meno disarcionato condottiero al servizio — a pagamento — delle più grandi famiglie nobili italiane: dai Gonzaga ai Visconti, dagli Scaligeri ai Carraresi fino allo Stato Vaticano.
Stiamo parlando della punta “dai piedi e dal modo educati”: l’albanese Steven Sinaj, classe 10 luglio 1993, ogni estate corteggiato dai club dell’Est veronese per la sua garanzia di doppia cifra stagionale.

Vicinissimo al gol in un paio di rare occasioni, assieme al compagno d’attacco, la sgusciante ala destra maghrebina Faycal Elquasimi (1996), l’ex capolista berica — ora scavalcata dalla nuova vice-regina Colognola ai Colli (36 punti a 33) — ha trovato pan per i suoi denti contro una difesa ben terrazzata, come i filari dei vigneti di questi pregiati colli, da mister Francesco Boron, detto “Il Magnifico”.
Non per legami di sangue con il più illuminato dei Medici, Lorenzo — dopo Cosimo il Vecchio — ma perché così si chiama la sua avviata sartoria, capace di venirti a trovare anche a casa per realizzare abiti alla Valentino o alla Giorgio Armani.

A confezionare, questa volta, la vittoria stagionale numero 10 per l’undici del presidentissimo Tiziano Tregnaghi e per il qualificato staff tecnico messo a disposizione di mister Boron — in testa Michele Zago — ci ha pensato, con una galoppata sul corridoio destro conclusa dentro l’area di rigore, il numero 11 Aiman Kamouini, classe 2019.

Per il direttore di gara, il giovane studente universitario dell’Ateneo ferrarese Filippo Bellinello, della sezione AIA di Rovigo, ineccepibile decretare la massima punizione.
Che l’ottima “Giraffa”, l’ex Pro Sambonifacese Sebastiano Gazzo, classe 2002, non ha avuto difficoltà a trasformare nel duello a tu per tu con il 2004 brendolese Simo Leto Bartolomeo.

Lo stesso, al 3° minuto del primo tempo, sempre su insidiosa conclusione della “Giraffa” colligiana, era stato salvato da “San Montante”, visto che non ce l’avrebbe assolutamente fatta a intercettare il proiettile esploso da una buona ventina di metri.

Il fischietto polesano, qualche minuto prima, si era anche complimentato non solo per i numeri, la corsa e l’ottimo comportamento del capitano colligiano — l’ex virtussino Andrea Peroni, classe 1989 — con un incoraggiante “Sì, così, avanti così, cap!”, e non era stato chiamato, nonostante l’intensità della pugna, a estrarre alcun cartellino.

Nella ripresa trascorrono i minuti, sale l’adrenalina, serpeggia da una parte la cosiddetta paura di vincere — nei locali — dall’altra la paura di perdere e di accumulare ritardo in classifica.
Anche se il torneo di Prima Categoria, girone “B”, prevede ancora otto gare interessanti e all’insegna dell’equilibrio: sì, otto come le cicche di sigaretta che abbiamo visto con i nostri occhi il “padrone di casa”, l’agitatissimo Tiziano Tregnaghi, raccogliere una a una sotto la sedia e “sciropparsi” durante la gara.

La sfida mantiene toni elevati, scivola via come un treno ad alta velocità sui propri binari senza mai deragliare in episodi di eccessiva maleducazione o di pesante spinta agonistica.

Il doppio giallo piomba, al 79° della ripresa, come una ghigliottina di robersperiana memoria solamente sul capo — pardon, in questo caso sulla Zucca — del numero 18 Alessio Zucchelli. Ma, pur accusando qualche lieve scricchiolio, la poltrona di nuova vice-regina resiste grazie anche alla sicurezza garantita da un ottimo guardiano dei pali: il vicentino Marco Fracasso, classe 1992, portiere fortemente voluto da Montecchia di Crosara anche per questa nuova avventura colligiana da mister e sarto Boron.


Aggiungi la tua...Noce

Condividi articolo

Scopri gli articoli può recenti

Autore: Andrea Nocini 26 marzo 2026
Un passo indietro per farne due avanti: la mossa disperata che può riscrivere il destino virtussino.
Autore: Andrea Nocini 25 marzo 2026
Una vita controcorrente, tra rigore, dolore e una forza capace di diventare esempio
Autore: Andrea Nocini 23 marzo 2026
Tra rimpianti e porchetta, il pari che racconta un paese