A TAVOLA CON LE FAVOLOSE OFF. BRA ('78-'79) DI MISTER GATTI, DEL PRES. NICOLETTI, DI BOMBER BISSA, DEI FANINI E DEI FRATELLI STANZIAL
La storica promozione del 1979 rivive a tavola tra compagni di squadra, aneddoti e il ricordo del presidente Mario Nicoletti.

Metti a pranzo, al bar ristorante “La Rocca” di Nogarole Rocca, la favolosa corazzata delle Off. Bra Quinto del presidente, il rag. Mario Nicoletti. Quella pattuglia agli ordini di mister Giancarlo Gatti, già trionfatore qualche maggio prima nella microbica frazione di Bagnolo — a un tiro di schioppo dalla reunion avvenuta ieri intorno a mezzogiorno e mezzo — con il Magico Sivam del presidente, il dott. Carlo Giavoni, con a centrocampo l’architetto Costanzo Tovo e con Luciano Cherobin terzino di fascia. Ebbene, quelle mitiche Off. Bra di Quinto di Valpantena conquistarono lo storico balzo in Promozione.
Era la primavera del 1979 e la Virtus Borgo Venezia, presieduta dal medico sportivo e cardiologo Sinibaldo Nocini, battendo in casa sua, al “Mario Gavagnin”, per 2-0 il terribile Pescantina del presidente Natale Pasquali, di bomber Icio Zenorini (ha giocato con Gene Gnocchi, in Interregionale, a Castiglione delle Stiviere), in pratica cucì sul petto dei valpantenati lo scudettino del trionfo, trattandosi della penultima giornata di campionato e con ancora valida la legge dei 2 punti a vittoria.
Tante le teste imbiancate e spiumate, ma ancora lucidi come la canna di un fucile i ricordi, soprattutto quelli più indimenticabili, che ti accompagnano per sempre.
Festeggiato il figlio del presidente, il rag. Mario Nicoletti, imprenditore nel ramo marmifero, intelligente, generoso quanto appassionato di calcio, scomparso il 21 aprile 2023. Parliamo di Bidjan (il nome come ringraziamento a un facoltoso persiano che diventò un clientone per l’azienda di Quinto, le Officine B — Bonomi —, R — Rossi —, A — Adami —), che, tradotta in realtà calcistica, divenne una sorta di “Santos dei dilettanti veronesi”, come ebbe a chiamarla il secondo di mister Giancarlo Gatti, il ragionier Fausto Zanoni, poi mister virtussino.
Tra i protagonisti, tra gli “alfieri” di quella memorabile stagione e del sorpasso nei confronti di Pescantina, Sambonifacese e Cra Bonavicina (di bomber Giorgio Zecchini, l’ex audacino, e del centrocampista “trottolino” Turra), bomber Angelo Bissa, ossia colui che, per militare nel Magico Somma dei fratelli Maccacaro (il presidente Dino e il mister Cesare), fu costretto, alla maniera che non piacque assolutamente al mitico Sansone, a tagliarsi i capelli.
“Me li aveva fatti accorciare, a furia di insistenze, il presidente Dino”, racconta l’estrosa punta datata 1956. Suo il gol decisivo per il salto, così raccontato: “Traversone dal fondo al centro di Avesani e io schiaccio la palla di testa grazie proprio a un volo di Angelo...”.
Per il futuro odontoiatra Francesco Fanini, classe 1949, centrocampista alla Zaccarelli, alla Emiliano Mascetti — con il petto, ma anche il fisico statuario, da corazziere, sempre ben proteso in avanti —, grande l’amicizia con quel “gentleman” del rag. Mario Nicoletti, “il presidente che tutti i giocatori avrebbero voluto avere, che non ti faceva mancare mai niente”.
Ma anche un simpatico ricordo dello scomparso compagno di reparto Lorenzetti: “A Grezzana, mister Brutti ci aveva sbudellato a furia di ripetute e addominali. Tutti, a una certa (come dicono i giovani d’oggi), si alzano in piedi per esibire un esercizio fisico; lui, in terra, che non si alza più, morto dalla fatica!”.
Il cugino, alto anche lui come una torre medievale — parliamo del baffuto pure lui Giuliano Fanini (classe 1953) —, in campo mediano anti-diga per gli avversari, in cattedra, invece, diesse dai colpi estivi sensazionali: “Sono tra i costruttori della favola Off. Bra di Quinto; mi occupavo di tutto, dall’acquisto dei palloni all’arredo sportivo e ai panini, accompagnando le Off. Bra dalla Terza Categoria fino al massimo della parabola nell’arco temporale di soli 5 anni”.
Al club di Quinto, Giuliano ci era arrivato, prelevato dalla Berretti del Lanerossi Vicenza dal dirigente Attilio Ballìn, su ordine del presidente Mario Nicoletti.
In quelle favolose Bra, anche un giovane terzino di Isolalta, il quale aveva vinto lo scudetto con la Fiorentina di Merlo, “Picchio” De Sisti, Luciano Chiarugi, Amarildo, per passare poi alla Spal e al Lanerossi Vicenza. Parliamo di Paolino Stanzial, nato nel dicembre del 1948 (“Ho la febbre, mister Gatti, non posso giocare! Fui arruolato lo stesso e disputai un partitone!”), poi allenatore dei nostri dilettanti, sempre appaiato al fratellino Roberto (“Per me, da Vigasio alle Off. Bra è stato come passare dalla Serie C alla Nazionale! Mister Gatti sapeva come pochi allenatori coinvolgermi, motivarmi”).
Adriano Avesani, il terzino sinistro, classe 1954: “Sono partito nelle Off. Bra come Pulcino per arrivare a quel trionfo e più in là. Mario (Nicoletti) è stato il mio unico vero presidente; mister Gatti mi dava la caccia al sabato sera e mi marcava telefonicamente per vedere che non andassi a fare festa. Era un uomo, però, molto comprensivo e competente!”.
Poi, il terzino destro Claudio Marai, classe 1954, e il portiere Marco Varalta, classe 1965.
A costruire il “miracolo-Off. Bra di Quinto” anche molti altri personaggi, sempre distanti dalle luci dei riflettori, ma mai così indispensabili, preziosi. Tra questi, il già citato Attilio Ballìn, nella cui taverna, per stemperare i cattivi umori, ci si recava per fartela passare a suon di polenta e sopressa, maraschino di sua produzione, pane e affettato.
Poi, il Segretarissimo Giangaetano Sancassani, carico della grande esperienza vissuta nella Juventina di Poiano dell’allora presidente, un altro ragioniere, Roberto Anesi.
Per non dimenticare Marco Marchiella, addetto agli impianti sportivi (“Fissavo i tacchetti agli scarpini dei giocatori!”); Vittorino Grazioli, il tabaccaio, il cui negozio diventava una sorta di “Processo del lunedì e del martedì”, una sorta di sfogatoio del “Cosmos dei dilettanti veronesi”; Giorgio Zenari, dirigente del Settore Giovanile; il segnalinee Lino Girelli.



